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martedì 2 luglio 2013

IL NOSTRO LOGO: una specie di anniversario

 La Specie di Spazio, almeno per quel che riguarda la sede, è in chiusura, ne abbiamo già parlato qui. Vabbè, potrei dilungarmi all'infinito su questo argomento, e in effetti ce ne sarebbe bisogno, ma forse converrà farlo a tappe, in situazioni contingenti che mi permettano di fare paralleli, sollevare interrogativi e dare possibili risposte. O forse non ne parlerò mai più e questo blog diventerà solo più strano e dispersivo, non lo so. 
Oggi, mi andava di rendere omaggio a quello che a tuttoggi è il nostro marchio di maggiore successo, ossia il nostro logo, che io in primis mi sono divertito a modificare volta per volta, qualòra si presentasse una celebrazione, uno stato climatico, un pensiero ossessivo, proprio come i google doodles, a partire da quel personaggino tanto simpatico che ritrovai in una cartella di lavori di Alice Seghetti. E infatti proprio a lei, dopo la sua esposizione nello Spazio, affidai il compito di trovarci un logo, fondamentale per il social network; e lei prontamente mi fornì diverse soluzioni interessanti, ma per qualche motivo nessuna mi sembrava andasse bene. Volevo qualcosa in linea coi tempi, che potesse giocare con lo spettatore, che ironizzasse sulla nostra missione, volevo un meme. E così scelsi il logo che vedete più in alto. 
Poi altri autori, conosciuti e sconosciuti, ma tutti volenterosi, ci hanno omaggiato delle loro interpretazioni del logo di Alice. Sono una più bella dell'altra e spero di averle ricordate tutte nelle piccole animazioni più in basso. Così come spero di non dimenticare nessuno nell'elenco che segue, un elenco che non può essere esaustivo dato che altri di questi omaggi arriveranno e io non vedo l'ora. Perchè è proprio in questo character che risiede la poliedricità dell'associazione, dell'idea al suo interno, e la sua capacità di manifestare l'animo di chi se ne prende cura.
DCF









Il logo rivisto dai nostri autori: Sonia Aloi, Eloisa Alquati, Sarah Bonvicini, Anna Cigoli, Renato e Simona Florindi, Anna Mabizanetti, Sabina Meschisi, Mina Murray e Roberta Sacchi. Grazie a tutti.
E qui il logo psichedelico di Eleonora Liparoti detta Eta, un'ideale fuga dal piano fisico per accedere a tutti gli spazi superiori...grazie anche a te, nel tuo chissaltroquandove.

lunedì 20 maggio 2013

Ce qu'ils font les enfants perdus

Eleonora Liparoti, meglio conosciuta come ETA (qualcuno ricorderà la sua performativa residenza creativa nella Specie di Spazio) e il suo ultimo esperimento-collaborazione-sogno a occhi aperti. Non servono parole, a ognuno il suo.

quando ti chiedono cos'hai fatto, non dire che hai fatto un video. perché sarebbe come se a uno scalatore chiedessero: "cos'hai fatto?"
e lui rispondesse "ho fatto un buco e ho spinto la bandiera più in giù che potevo".

 
 
per ulteriori tracce, spunti, storie, da dove vengono le cose, andate qui, dove stanno i pesci volanti.

mercoledì 14 marzo 2012

OMBRE: PICCOLA CRONACA DAL FUTURO PASSATO


 Sarà un effetto del big crunch (ovvero l’esatto contrario del big bang, l’espansione dell'universo che, come molti hanno teorizzato, adesso ha cominciato a implodere su se stesso – big crunch, appunto), ma il viaggio a Prato, la performance nella Stanza Segreta, l’idea che mi ha dato l’evento OMBRE, perfino le persone presenti, mi hanno restituito un ricordo del mio passato, un’impressione di deja-vù, come se davvero il tempo, dopo essere arrivato alla sua massima tensione, stesse ripiegandosi e scorrendo all’indietro. E’ una bella e strana sensazione, per uno che ha trentatré anni e si avvicina alla propria crocifissione. 
In un mondo ipertecnologizzato, in cui sono i social network a farla da padrone, amministrando amicizie e frequentazioni, la Stanza Segreta si presenta come alternativa anacronistica; dipinti e fotografie, tentativi/tentazioni di installazione, atti performativi ibridi (parlo di quello che ho visto/fatto), lontani dall’algida rappresentazione dell’arte contemporanea, a cercare forse un’idea, un sentimento, una via per dire ciò che si vuol dire attraverso l’estemporanea accademica, dove conta di più la sigaretta di fine allestimento, magari in compagnia di qualcuno che si è appena conosciuto, dove la panca di legno fuori diventa il centro nevralgico di pacate(?) ubriacature e di dichiarazioni d’intenti – insomma, STANZA SEGRETA: OMBRE come proiezione oscura di una realtà che ho vissuto, che non c’è più, ma di cui, come un’ombra appunto, ho trovato una vaga familiarità. 


Mi piace quest’Officina Giovani di Prato, situata in centro città, grande, tappezzata di bellissimi murales, aperta a un pubblico eterogeneo, polo creativo che, a differenza di quel che accade a Cremona, comunica davvero con i suoi giovani, mettendo a disposizione spazi e risorse; certo, forse è un punto di vista parziale, il mio, ma si dice: l’impressione iniziale è quella che conta. Invito le amministrazioni malate e i sedicenti curatori dell’arte a dare un’occhiata a queste realtà invece di professarsi santi e lamentare che gli artisti non ci sono, quando poi fanno di tutto per sminuirli, burocratizzarli, archiviarli, spacciando il tutto per un atto di formazione, ma in definitiva allontanandoli dai centri del potere e alimentando la sfiducia negli uffici preposti alla comunicazione e alla creatività.
OMBRE come l’ombra dell’arte nella penisola oggi.
OMBRE come l’ombra dei soldi che non ci sono, non servono, ma dovrebbero servire, anche per chi fa quello che fa senza la pretesa di guadagnarci sopra.
OMBRE come l’ombra di un futuro che somiglia al passato, si rifugia in esso, perché nel futuro c’è poca speranza.
OMBRE come i protagonisti di questa mostra-evento, a cui sono lieto di essere stato invitato: Alessio Berti, Andrea Malcontenti, Cecilia Calosi, Comitato di Salute Pubblica, David Ferracci, ETA, Federica Pavarelli, Francesco Battaglini, Giacomo Gori, Greta Xella, Ilaria Giolli, Ilaria Innocenti, Letizia Mascagni , Mauro Pellegrini, Rafael Vindigni, Ribbon, Savina Mezzetti e Raffaele Renzo, sperando di incontrarli di nuovo tutti, un giorno, o di vederli nella SPECIE DI SPAZIO, a Cremona.
Grazie ai curatori dell'evento per avermi invitato, loro di sicuro saranno un po' meno ombre, d'ora in poi: Caterina Ribbon Nasini, Federica Pavarelli, Ilaria Innocenti e Alessio Berti.
Ricordo che gli eventi della STANZA SEGRETA continuano fino al 31 marzo, mostra compresa. Per maggiori informazioni potete consultare il blog ufficiale, oppure questo link, e anche questo, in cui trovate citati i nomi dei fotografi, dei videomakers e potete divertirvi ad abbinare un nome a questa o quella faccia. Le foto della Cura come al solito potete trovarle tutte qui, che la collezione non si ferma mai...
DCF



Buona fortuna a tutti. E a chi resiste va una canzone, quella di Vladimir Vysotsky NON E' ANCORA FINITA.



martedì 29 novembre 2011

MESSAGGI PROMOZIONALI: THERE' S SOMETHING IN THE MIST...


Su questo blog circolano spesso notizie prettamente inerenti a quello che facciamo noi della SPECIE DI SPAZIO, ma talvolta ci ficco dentro cose che riguardano lo spazio perecchiano (nel senso di Georges Perec) un po' alla lontana. La ragione è che sono un pessimo blogger, non passo la mia vita a postare testi o ad uploadare foto e video (oltre che ad upgradare sempre di più la mia conoscenza del linguaggio della Rete); questo anche perchè i miei interessi sono molteplici, lo zapping spasmodico e i guadagni e gli stimoli intellettuali troppo frequenti; perciò, almeno qui, non posso darmi corpo e mente alla teoria dei sei gradi di separazione (l'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona [o cosa] attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari), bensì devo ridurre questi gradi a due o tre. Premessa un po' forzata per parlare di tre cose che mi stanno a cuore. E anche se il titolo del post promette messaggi promozionali, lo scopo non è solo questo. C'è dietro anche un ringraziamento, un modo di attestare un sentire comune che approvo, che mi convince che la strada del fare sia la formula migliore per uscire dalla situazione culturale-sociale-economica che stiamo vivendo. Ok, forse possiamo togliere la situazione economica, sostituiamola con quella affettiva. Sì, perchè c'entra.
"There's something in the mist!", urlava uno dei personaggi di un bel film di mostri di Frank Darabont. Io intendo i mostri come qualcosa di utile, la risposta a una domanda, più che la domanda stessa. Perciò le persone di cui parlo sono, come spero lo sia quello che facciamo io e Federico Fronterrè, una risposta a qualcosa: a qualcosa che manca, a qualcosa che forse c'è già ma è giusto rifarlo, a qualcosa che la nebbia padana intrufolatasi ormai nelle teste di molti italiani non può nascondere. Lì, nella nebbia, ci sono mostri. Eccoli.


 Abbiamo già parlato qui di HASHFANZINE, ma non mi sono dilungato molto, nè lo farò ora, perchè su questa webzine geniale c'è poco da dire e molto da leggere. Però c'è da dire. Capito?
HF è uno di quei prodotti che si possono chiamare operazione artistica in virtù della passione che vi soggiace. Se non fossi uno squattrinato radicale, è esattamente quel tipo di webzine che pubblicherei subito, perchè leggerla sullo schermo esige la potenza dell'olfatto, tanto è il bisogno di avvicinare il naso alle sue pagine virtuali per sentire l'odore di inchiostro fresco. HF è stato creato da Greta Xella perchè "è ciò che non poteva non nascere quando si ha una patologica dipendenza dalle cose belle, che siano le proprie o quelle altrui: volevamo collezionarle e volevamo che il contenitore avesse una sua faccia e divenisse una creatura a sé". Più chiaro di così si muore. Ma non è solo questo, perchè, con la collaborazione attiva e stacanovista di Eleonora ETA Liparoti e Caterina Ribbon Nasini, rispettivamente la donna dei pesci volanti e la nana qualunque, la webzine raggiunge vette di eccellenza (e parliamo di un prodotto 'amatoriale', ricordiamolo). Sotto la capace curatela di Greta, l'entusiasmo redazionale di Eta e la grafica accattivante di Ribbon, HASHFANZINE è un'alternativa alle solite gallery, ai tumblr, ai siti stilizzati e privi di cuore che imperversano oggi, e restituisce un ritratto spontaneo, simpatico e onesto degli artisti che propone. Artisti che parlano di artisti, that's all folks! 



A questo link potete scaricare la loro ultima uscita (ci siamo io, l'ormai onnipresente Skeletro379, quell'altra star di Totemica, Greta-Eta-Ribbon stesse, Magdalena Wolan e altre celebrità internazionali), ma scaricatevi anche gli altri numeri, assolutamente. Conoscete queste ragazze come ho avuto il piacere di fare io: ne vale la pena. E forse qualcuno le ha davvero già conosciute, magari alla fiera del fumetto di Lucca, dove distribuivano buste di HF, con dentro il manifesto programmatico del loro trito cosciente, le loro cartoline e un pezzo del loro cuore...


E poichè prima si parlava di gradi di separazione, sempre dalla fiera del fumetto di  Lucca è arrivata ILLUSTRATI, rivista dichiaratamente dedicata all'illustrazione, per chi non l'avesse ancora capito, che tanto ci piace da esserne dovuti diventare per forza fornitori ufficiali. Così adesso la prestigiosa LOGOS EDIZIONI ce la spedisce per la gioia di tutti quegli appassionati che non potevano fino ad oggi reperirla a Cremona come negli immediati dintorni. Una rivista che, nell'ultimo numero (quello che la nostra amica Maria legge nella foto) ospita alcune vecchie conoscenze della SPECIE DI SPAZIO, Marina Brunetti e - sì, sì, ancora lui - Renato Skeletro379 Florindi (alla faccia dei gradi di separazione!). ILLUSTRATI è completamente  in omaggio, stampato davvero bene e in un formato che, complice l'assenza di punti metallici, lo rende perfetto per tappezzare la propria stanza di immagini senza doverle ritagliare o fare a pezzi come pitecantropi disattenti. Inutile dire quanto io sia felice di questa collaborazione, che trasforma una rete troppo spesso confinata nei territori virtuali del web per ricordarsi che c'è anche un mondo fisico di cui doversi occupare...
Ringrazio Lina Vergara della casa editrice Logos per averci mandato ILLUSTRATI e  Federica Ganassi per aver gestito squisitamente le questioni di spedizione. La rivista, per chi non fosse in grado di reperirla neppure da noi alla SPECIE DI SPAZIO, è comunque scaricabile dal sito sopra linkato,  mentre qui potete trovare la pagina facebook.

 

Last but not least, un grande ringraziamento a Davide Lyncio (al secolo, Giuseppe Perrucca, che si è scelto un alias fantastico) e al regista emergente Alessandro Sala (al secolo, Alessandro Sala), non solo per avere pubblicizzato il nostro ultimo evento, MATRIOSKATTIVA, sul loro sito, ma anche perchè si sono presi la briga di intervistarmi per parlare di me e dello spazio che io e Federico gestiamo. Non è per vanità che ringrazio Lyncio, che ho conosciuto a Torino in occasione di YoUnG WoOd (giuro, basta gradi di separazione, tra poco ci vorranno gli avvocati divorzisti), ma perchè mi ha permesso di parlare con totale libertà, parlando come mangio, quasi fosse una chiacchierata fra amici (non nel senso di facebook, please). Questo mi piace in una persona, nelle persone, un pensiero franco e senza peli sulla lingua, unito ad una fame che poi da' vita a siti come OWLS KILL PIGS, dove si parla di quello che c'è e si fa in giro (arte, musica, realtà emergenti, quelle cose lì, no?) ed in cui è bello esserci. 
L'intervista la trovate qui, per chi volesse leggerla. Tengo a precisare che sono opinioni mie e sono, ovviamente, inopinabili. In ogni caso ne sono responsabile, e pure Lyncio, che la colpa è sua, in effetti. Grazie Lyncio.


Ora mi fermo, quello che volevo dire l'ho detto, e ne sono ben lieto. Ci si ritrova per l'epilogo di MATRIOSKATTIVA e un bilancio di fine anno. E ricordate: there's something in the mist...

David Chance Fragale

martedì 4 ottobre 2011

2 OTTOBRE - FESTA DEL VOLONTARIATO: C'ERAVAMO ANCHE NOI

La Festa del Volontariato Cremonese compie 20 anni. Lo fa nel pieno di una delle crisi più dure mai vissute dall’Italia e dall’Europa, confermando il vasto mondo del volontariato e del no-profit come una delle più preziose risorse per la solidarietà e la coesione sociale. Lo fa in un Paese in cui fare volontariato è sempre più complicato e in cui balzelli, burocrazia e tagli di fondi sempre più pesanti sono riusciti a mettere in seria difficoltà una delle forze che, in tempi di crisi, maggiormente andrebbe sostenuta e valorizzata nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

Su queste basi, anche la SPECIE DI SPAZIO ha partecipato al grande incontro cittadino (Cremona, ricordiamolo) che ha visto riuniti circoli, compagnie, associazioni all'ombra del torrazzo o sotto il sole cocente di questi ultimi giorni di un'estate recidiva. Non potevamo mancare, come non abbiamo mancato altre volte a manifestazioni di questo tipo (cliccate qui e qui), essendo pure noi un'associazione culturale no-profit e svolgendo in quello che è il nostro campo specifico, la creatività soprattutto giovanile, un ruolo di volontari militanti (dieci anni che non vedo un soldo facendo quello che faccio, per intenderci). Un ruolo che svolgiamo in modo empatico ed estemporaneo, lontani da questioni opportunistiche, sfruttando il tempo a disposizione per "fabbricare" i nostri eventi all'insegna dei fatti prima che delle parole, lasciando su un pavimento ricoperto di mozziconi di sigaretta le manovre politiche e i ruffianamenti, gli accordi scellerati e le vacue promesse, cercando di mantenere un punto di vista critico, perfino arrabbiato, ma comunque onesto.
Allora ecco che, grazie al Cisvol, al circolo Arci e all'Ufficio Politiche Giovanili, abbiamo avuto un tavolo e tre pannelli, su cui appendere, esporre, raccontare le cose che abbiamo fatto. Sui pannelli opere degli artisti con cui finora abbiamo collaborato - non sto a ripetere i loro nomi, sono su questo blog, basta procedere a ritroso e si trova tutto. Sul tavolo, presentazioni dello Spazio, volantini dei prossimi appuntamenti, pubblicazioni che rischiano di finire al macero (ne riparlerò in futuro), tavole illustrate per raccogliere donazioni. Una lunga giornata, fatta anche di incontri utili, come quei ragazzi che si fermano a chiacchierare con noi e ci rivelano il loro bisogno di un luogo che possa contenere le loro idee. Un luogo che c'è, ripeto sempre, ma che ovviamente non può accontentare tutti, ci vorrebbero più denari e più tempo, e una vita assai più tranquilla. Un luogo che si nutre di noi quanto noi di lui, in cui la differenza tra fruitore ed escluso è dettata solo dalle capacità individuali di ciascuno di capire chi è, cosa vuole e perchè vuole.
L'autunno porta consiglio...
DCF

Vedute su una postazione ancora fortunatamente in ombra.
Miss Juliet, ovvero Giulia Frederica Dardani, che ci ha portato la sua illustrazione per C'ERA UNA VOLTA..., l'evento live in collaborazione con VANITAS' MARKET.
Una mascotte gentilmente offerta da Anna Kodama. Sarebbe un salvadanaio, ma un oggetto che non serve al suo scopo deve avere un'altra funzione. In questo caso, piaceva tanto ai bambini piccoli.
Eta, la signora dei pesci volanti, ci ha dato una mano, sciogliendosi un poco pure lei al sole...grazie mille, amica mia!

giovedì 29 settembre 2011

UNA SPECIE DI SPAZIO E VANITAS' MARKET

Fervono i preparativi per l'atteso evento in Galleria XXV Aprile l'8 e 9 ottobre 2011: accanto ad una quarantina di selezionati espositori di vintage, brand emergenti e i temporary shop di realtà commerciali innovative, saranno numerosi gli eventi collaterali dedicati alla moda, all'arte e alla musica.

La manifestazione, in continua evoluzione, si avvale della collaborazione di numerose realtà del mondo creativo italiano, garantendo così una comunicazione efficace e mirata.
Media partner dell'evento saranno infatti i magazine Design with love e Wait!. 
Anche gli  eventi collaterali della quarta edizione spaziano in diversi ambiti espressivi.

Arte, ecodesign, grafica, moda, musica: tutto quello che è parte dell'immaginario di Vanitas e dei suoi sostenitori e clienti.

Lo spazio artistico all'interno della Galleria laterale (lato Piazza Roma) sarà gestito dalla nuova realtà artistica cremonese Una Specie di Spazio creata e coordinata da David C. Fragale e Federico Fronterrè - che presenterà una serie di artisti accomunati da un'estetica sospesa fra atmosfere retrò e immaginari fiabeschi, dove l'happy-end non è sempre garantito.
L'esposizione continua presso Una Specie di Spazio, in Piazza Roma 36, sempre a Cremona, con Valeria Rossini e Riccardo Bonfadini, quest'ultimo famoso per le sue opere eco-pop Industrial Fossil, create con l'ultilizzo di sacchetti di plastica riciclati.


Elisa Boldori


sabato 27 agosto 2011

L'ESTATE STA FINENDO...

...E lascia nello Spazio il ricordo di un Bianco Necessario, di Urla Motivate, di Ragni Giganti, nidificati sulle creature di Totemica. Tanti piccoli mondi, tante piccole necessità, esclamazioni di un microcosmo che si interroga. Poi, a settembre, mostra fotografica.


La Cura del Bianco. Nello Spazio bianco. Le foto sono mie, e ritraggono, dall'alto: 1) il sottoscritto; 2)Anna Kodama; 3) Alice Totemica Seghetti; 4) Andrea Joker Riboni; 5) Eta dei Pesci Volanti; 6) Alessia Ragged Robin Degani; 7) Valeria Rossini detta Pandora e Federico Frontback.
Queste due foto le ha scattate Eta, che avrà anche lei la sua cura del bianco (in parte c'è già stata...)




Strani mostri a otto zampe si aggirano dentro e fuori dallo Spazio; pulizie troppo a lungo rimandate o o c'è lo zampino del benevolo intervento delle creature di Alice Seghetti?



Un'idea di Spazio/Tempo/Relazione cui io, Eta e Alessia Degani abbiamo deciso di aderire. Una Specie di Spazio è anche questo. Chissà cosa avranno pensato i nostri coinquilini...

DCF

mercoledì 27 luglio 2011

YOKAI !!!!!!!



21 luglio 2011, Cremona, quartiere Zaist.
Alice Totemica Seghetti ha disegnato una volpe dall’aspetto sinistro (la Kitsune dalle ingannevoli trasformazioni), Anna Kodama Cigoli un albero sanguinante (lo Jubotsuko), Vanessa Anzoni una Rokurokubi che non si faceva notare solo per il collo lungo, tanto era sexy, Eleonora Eta Liparoti uno Hyaku-Me dai cento occhi, affiancato dalla Nure Onna, la donna-serpente, di Alessia Degani, e dalla Yuki Onna, la donna delle nevi, di Nicolò Pellizzon; ultimo, ma non per importanza, Renato Skeletro379 Florindi con il suo strano mostro-demone (l'Amanozako?), il tutto condito da fuochi fatui e altre amenità - un libero omaggio alla "Parata dei Cento demoni" (ovvero una processione yokai). Questo il corteo di mostri e spiriti che alla fine ha dato vita a un’opera collettiva che ho amato fin dai primi segni, e che prima o poi spero di vedere in una spettacolare versione colorata (senza nulla togliere alla fantastica stilizzazione del segno monocromo)…
Il tema dello Yokai non era per nulla legato alla serata nel quartiere Zaist  (cui hanno partecipato con la loro musica anche i Duramadre) ma gli spettatori che hanno assistito all’evento estemporaneo hanno molto apprezzato, soprattutto i bambini. E io e mia sorella Tamara ci siamo divertiti pure noi ad aggiungere la nostra performatività, interpretando due Bakemono un po’ estrose e fuori dal loro consueto ruolo di esseri spaventatori.
Insomma, una di quelle occasioni in cui un profilo basso (cui siamo abituati) non significa necessariamente scarsa qualità. Ed è piacevole notare che anche i coordinatori dell’Ufficio Politiche Giovanili di Cremona abbiano apprezzato la passione e la professionalità con cui i nostri creativi si sono cimentati nel trasformare un normale giovedì d’estate in una piccola esperienza ludico-artistica. Un ringraziamento va anche a Michele Ginevra, cuore e mente del Centro Fumetto Andrea Pazienza, che ci ha sostenuto sia in loco che sul suo blog.
Adesso sono molto curioso di vedere se queste strane persone che io chiamo amici, altri chiamano pazzi, alcuni ancora artisti, e forse sono un po’ anche degli yokai loro stessi – voglio vedere se si decideranno a continuare questo sodalizio, unendosi per nuove esperienze creative con ma anche al di fuori della Specie di Spazio. Io ci spero.
In attesa che tutti i tempi vadano in malòra, che le stelle si infanghino, che gli amori finiscano e le anime diventino rugiada, sono fiero di voi, menestrelli e cantòri, santi e assassini, personaggi in cerca d’autore, pensieri fluidi, dominatori che si fingono servi.

P.S.:
Mi rendo conto di non essermi cimentato in una lunga spiegazione di cosa sia uno Yokai, ma preferisco che i curiosi facciano le loro ricerche da soli. Inoltre, mi sembra che, attraverso le meravigliose illustrazioni e i fumetti di Shigeru Mizuki, che hanno influenzato centinaia di mangaka e di cineasti orientali, l’argomento non sia poi neppure così sconosciuto: basta ricordarsi quanto la mitologia di quel lontano paese ricorra in quasi ogni cartone animato che abbiamo visto da piccoli, e che continuiamo a vedere anche da grandi (dice nulla il nome di Hayao Miyazaki?). E proprio il tributo a Mizuki finisce con la canzone della sigla del celebre Gegege no Kitaro, che fa da sfondo all’ormai solito video-report che su questo blog non può mai mancare…

Alla prossima.
David C. Fragale







 

lunedì 18 luglio 2011

21 LUGLIO 2011: UNA SPECIE DI GIOVEDI'...



Perseguendo gli obiettivi di valorizzare la periferia della città di Cremona e dare visibilità alle attività realizzate presso il Centro Giovani, il Servizio Politiche Giovanili, Tempi e Orari della Città e Pari Opportunità invita l'intera cittadinanza a partecipare agli appuntamenti di GIOVEDì D'ESTATE al quartiere Zaist.
Gli eventi si terranno presso la nuova piazzetta sita a fianco del Centro Giovani dello Zaist, dalle ore 20.30 alle ore 23.30 circa.

Il programma di GIOVEDì D'ESTATE allo Zaist prevede:

giovedì 30 giugno

Progetto Giovani@cremona presenta: FESTA FINALE DEL CENTRO GIOVANI
Con esposizioni delle fotografie che documentano le attività svolte nel primo anno di attività, esposizioni delle produzioni realizzate durante i laboratori, performance di clownerie e di Hip Hop

Concerto Dirty Homies- Progetto 100 MC
Centro Giona / Think Town
Esibizione dei partecipanti al progetto 100 MC, vincitore del bando Think Town promosso dall'Assessorato alle Politiche Educative, Tempi e Orari della Città e Pari Opportunità, e di altri giovani MC del gruppo 'Dirty Homies'. Maestro di Cerimonia Renato Mc Febbo Frattolillo.

Giovedì 7 luglio

Stage di danza Hip Hop con Jo Sassi
Oratori Città di Cremona presenta uno stage di Hip Hop con Jo Sassi, ballerino e coreografo di danza Hip-Hop, conosciuto in Italia e all'estero, sarà a Cremona per una lezione gratuita di 90 minuti. Prenotazioni e informazioni: Jad 345 2807223

Giovedì 14 luglio

Stage di Parkour organizzato
Oratori Città di Cremona presenta uno stage di Parkour condotto dagli istruttori Gato e Viviano di Parkour Wave (www.parkourwave.com ). Il parkour è l'arte dello spostamento, uno sport urbano che permette al praticante di muoversi liberamente attraverso qualsiasi terreno e di superare qualsiasi ostacolo egli possa incontrare. Lo stage, gratuito, è aperto sia ai principianti che gli esperti (dai 13 anni). Prenotazioni e informazioni (entro il 2 luglio): Jad 345 2807223

Giovedì 21 luglio

Arte Estemporanea
Disegno dal vivo a cura degli artisti di UNA SPECIE DI SPAZIO: Anna Cigoli, Alessia Degani, Renato Skeletro379 Florindi, Eleonora Eta Liparoti, Alice Totemica Seghetti e Greta Xella.
A cura di David C. Fragale e Federico Fronterrè.


Duramadre
I Duramadre esordiscono con l'ep "ceneri e falene" (2007) proponendo un intreccio tra sonorità delicate e soffuse e un'attitudine più grounge. In uscita il secondo lavoro "non riusciranno a prenderci": una "ricerca del tempo perduto".

Giovedì 28 luglio

Laboratorio Danza Esibizione estratta dal saggio realizzato dalle ragazze di Laboratorio Danza. A seguire serata musicale con band locali

Per informazioni:
Servizio Politiche Giovanili, Tempi e Orari della Città e Pari Opportunità
Comune di Cremona
C/o Teatro Monteverdi -- via Dante 149 -- Cremona Massimo Mancosu 0372.407781 -- massimo.mancosu@comune.cremona.it
Elena Bianchi 0372.407785 -- elena.bianchi@comune.cremona.it

venerdì 15 luglio 2011

YoUnG WoOd A TORINO


Ieri sera, mercoledì 13 luglio, un pezzetto della Specie di Spazio è migrato a Torino (una specie di spazio che si rispetti sperimenta volentieri altre specie di città) in occasione del YoUngG WoOd, una piccola esposizione organizzata da Raoul Gilioli che avviene ogni mercoledì sera al BLaH BlaH di via Po, 21 (un locale molto carino e ricco d'iniziative nato a febbraio). Ogni collettiva si sposa con un concerto e ieri a suonare erano L'Orso, che presentava il videoclip appena ultimato, ossia una raffinata animazione realizzata da Federica Orlati, Giulia Trincardi e Tommaso Gialli (il video, però, sarà online da settembre - la Prima è stata solo per noi che eravamo lì carneossa dal vivo).
L'esposizione raggrupprava dieci illustratori diversi, ciascuno dei quali ha appeso le proprie opere a un alberello: ecco la "foresta giovane", piena di spunti evocativi e bravi autori, spuntare sotto i portici torinesi di una vie più centrali della città.
Grazie all'invito di Federica, al YoUnG WoOd lo Spazio è migrato per esporre tre artisti: David Chance Fragale, Eta e Totemica. Totemica, però, di cui abbiamo potuto momentaneamente rubare le stampe direttamente dalla sua mostra qui a Cremona, nemmeno sapeva di essere a Torino. Probabilmente lo scoprirà leggendo questo post. (A proposito: ciao Alice, come sempre le tue cose folgorano la gente e fanno inchiodare pure i passanti. [E grazie per la cartelletta rossa in cui abbiamo raccolto pure i nostri disegni]. Sei sempre una conferma!)
Piccola grande soddisfazione personale (cioè di me Eta, che per oggi è tornata a scrivere un po' su questo blog): che bellezza poter vedere in giro anche le illustrazioni e i racconti di David! Come dimostra questo blog, questo fanciullo spende spessissimo le sue forze per curare gli altri e degli altri pure l'arte, così eccolo a prodigarsi a esporre altre persone o mettere a disposizione il proprio talento per i progetti altrui. Ed evviva anche questo, la collaborazione è bellissima, inoltre lo Spazio stesso è già un'opera a sé, sua e naturalmente dell'altro papà, Federico Fronterré (non si stancheranno mai di ripeterlo ai visitatori dello Spazio). Ma lasciatemi dire che ogni tanto (e un po' di più non guasterebbe) è un rinascimento degli occhi riscoprire che bei disegni fa anche lui! Oltre alle sue spendide favole, ovviamente, che sono migrate con noi a Torino e che David ha appeso ai suoi rami, non scordando di lasciarne un po' a terra perché chiunque potesse portarsi a casa il suo libretto... (E io mi rammarico di non avere una cimice che mi mostri come reagiscono le persone, le perfette estranee, quando aprono quelle pagine magiche...).
ETA
Raoul Gilioli, curatore di YoUngG WoOd
David C. Fragale davanti al suo albero - foto di Raoul Gilioli
Viva gli alberelli e viva di nuovo i pesci volanti, che su idea di David sono venuti con noi in uscita straordinaria...

Eta davanti al suo albero - foto di DCF
Eta e Federica Orlati
parti dell'albero di DCF
i libretti delle favole di DCF appesi ai suoi rami
 
dettaglio di Eta@YoUngG WoOd
L'Orso live

la cima dell'albero di DCF
C'è chi apprezza le favole...
un ramo di Totemica
Altre foto potete trovarle sul nostro Flickr.