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venerdì 27 gennaio 2012

LACURA: il video

Anche stavolta il report video di quanto avvenuto nello Spazio lo scorso 21 gennaio. E poichè non voglio dilungarmi troppo su una cosa mia che affonda il suo bisogno nella parentesi liberatoria che mi ha dato mentre ero, c'ero, e il cui senso più profondo sta in un'estate calda, mille anni luce lontana da qui e che resta nelle crepe del volto, allora dico, allora, meglio che siano le immagini a parlare. Se poi si vuole qualcosa di più, qui e qui c'è l'intera serie fotografica su flickr, e su questo stesso blog altri momenti in cui ho parlato della Cura (o de Lacura, come preferite, ma inventatevi l'accento).

P.S.: come sempre grazie ad Andrea Riboni per il supporto tecnico e oltre; grazie a Federico Fronterrè (troppe e troppo strane le ragioni per enuclearle ora), Stefania Mattioli per il continuo sostegno promozionale, e grazie ovviamente a tutti coloro che si sono fatti curare e che hanno dato un senso ancora più grande a questo gioco, vorrei nominarli tutti, ma so che è un elenco che non si esaurirebbe qui, perchè su queste mani il bianco si poserà per accarezzare altri volti, altri mondi, altri momenti che il tempo fermerà nella memoria.

DCF

domenica 27 novembre 2011

MATRIOSKATTIVA: L'INAUGURAZIONE



Più di 50 matrioske, personalizzate da amici e studenti di Brera, distribuite fra mensole e supporti vari, e una cornice di illustrazioni per saturare al meglio lo spazio, a creare una mostra, un'installazione, un bazaar, un'idea. L'idea di un progetto che nasce all'insegna della solidarietà e non deve consumarsi mai e poi mai in un fallimento...
Una Specie di Spazio ospita MATRIOSKATTIVA per raccogliere fondi destinati ai bambini di Cêrnobyl, ricordiamolo. Abbiamo già venduto qualche pezzo, ma non vogliamo fermarci qui, vogliamo che le matrioskattive viaggino, e che viaggi con esse il messaggio che non devo essere io, qui, a ripetere, un messaggio che Pier Luigi Buglioni ha saputo precedentemente esporre al meglio: "un gesto d’amore, originale e trasparente." Un gesto d'amore che si può esprimere anche solo venendo a dare un'occhiata - oppure parlatene, o adottate il progetto, o fatene uno tutto nuovo, quello che volete, anche così si contribuisce al successo di questa operazione.
Solo l'indifferenza uccide due volte.
E io non posso essere certo indifferente nei confronti di coloro che sono giunti da Milano a testimoniare l'inaugurazione di MATRIOSKATTIVA a Cremona, fra cui ricordo Raffaella Menchetti, co-curatrice del progetto, e poi tutti gli artisti di Una Specie di Spazio che hanno aderito "illustrando" il loro concetto di matrioska; grazie anche a chi, come al solito, ha dato una mano per documentare la serata (Marina Brunetti e Andrea Riboni), a Stefania Mattioli che ci aiuta con le cose dell'ultimo momento; grazie a chi ha fatto promozione attraverso l'adozione di una matrioskattiva da esporre in vetrina (mi riferisco ai negozi Mon Petit e Cleofe) e a chi parla di noi sul suo blog (mi vengono in mente Sabina Bianconiglio Meschisi, Eta che dorme sui pesci volanti, Greta Xella, Roberta Sacchi e Michele Ginevra). E grazie a tutti quelli che non ho ringraziato, ma ci sono di sicuro.
Dunque: mi aspetto più gente, mi aspetto che vengano a trovarci ancora più autori dei pezzi esposti, mi aspetto che altri vogliano dare asilo alla Matrioskattiva, che si possa comprendere che la creatività è polivalente, e in questo caso vale non solo per gli artisti, ma vale soprattutto per i bambini che a Cêrnobyl forse non sanno neppure che tutto questo viene fatto per loro...
Per ragioni di spazio, preferisco lasciare che parlino le immagini, sottolineando che TUTTE le matrioskattive sono visibili su questo flickr, mentre qui trovate altre foto della serata.
DCF




foto scattate da Andrea Riboni durante l'inaugurazione
 
Le illustrazioni di Matrioskattiva


domenica 6 novembre 2011

WHEN I'M FEELING BLUE...


 ...All I have to do is take a look at you, cantava semplicemente Phil Collins. E in questo autunno che si presenta già come un inverno anticipato, con pioggie torrenziali che (per ora) dalle nostre parti non si traducono in disastri epici, quel sentimento blu si allontana proprio guardando gli scatti che documentano la giornata C'ERA UNA VOLTA+ReadyMADE, scatti offerti dalla sempre dolce e prolifica Ribbon, alìas Caterina Nasini, insomma una nana qualunque (suo è anche il nostro nuovo banner che titola il blog). Poi c'è un piccolo report fotografico della nostra SPECIE DI HALLOWEEN, un tentativo di coinvolgere chi la serata mascherata non voleva perdersela, e che si è tradotto in una specie (stavolta è doveroso puntualizzarlo) di zombie walk. Altri scatti li trovate sulla nostra pagina facebook e su flickr.
Un ringraziamento va pure a Riccardo Bonfadini, che con il suo covone rosa di plastica mi ha permesso di sbizzarrirmi in una serie di ritratti che poi ognuno dei "modelli" ha utilizzato come poteva/voleva, e ce ne sono un po' in questa o quella galleria, posto che vi piaccia la plastica e vi piaccia il rosa e vi piaccia allontanare, come piace a me, quel sentimento blu che troppo spesso fa capolino nelle nostre vite.
 DCF
Everything is Pop!

 Greta Xella al lavoro.

Il sottoscritto incoraggia gli artisti all'opera (in questo caso Eleonora Liparoti)

No, non è la strega dell'ovest, ma ancora Eleonora.
Renato Skeletro379 Florindi, un uomo brillante
UNA SPECIE DI HALLOWEEN

sabato 27 agosto 2011

L'ESTATE STA FINENDO...

...E lascia nello Spazio il ricordo di un Bianco Necessario, di Urla Motivate, di Ragni Giganti, nidificati sulle creature di Totemica. Tanti piccoli mondi, tante piccole necessità, esclamazioni di un microcosmo che si interroga. Poi, a settembre, mostra fotografica.


La Cura del Bianco. Nello Spazio bianco. Le foto sono mie, e ritraggono, dall'alto: 1) il sottoscritto; 2)Anna Kodama; 3) Alice Totemica Seghetti; 4) Andrea Joker Riboni; 5) Eta dei Pesci Volanti; 6) Alessia Ragged Robin Degani; 7) Valeria Rossini detta Pandora e Federico Frontback.
Queste due foto le ha scattate Eta, che avrà anche lei la sua cura del bianco (in parte c'è già stata...)




Strani mostri a otto zampe si aggirano dentro e fuori dallo Spazio; pulizie troppo a lungo rimandate o o c'è lo zampino del benevolo intervento delle creature di Alice Seghetti?



Un'idea di Spazio/Tempo/Relazione cui io, Eta e Alessia Degani abbiamo deciso di aderire. Una Specie di Spazio è anche questo. Chissà cosa avranno pensato i nostri coinquilini...

DCF

venerdì 24 giugno 2011

TOTEMICA THE MOVIE

Giunge, in tempi velocissimi, il video che documenta l'esposizione di Alice Seghetti, con il suo strano susseguirsi di teste rasate a metà, donne cilindrate, antisociali del network, donne velate di rete usate per pescare pesci volanti, riccierosse e signori dell'apocalisse in vacanza. Tacendo degli altri. Tutte queste persone hanno in realtà un nome: Alessia Degani, Anna Cigoli, Greta Xella, Eleonora Eta Liparoti, Renato Skeletro379 Florindi, il caro collega Federico Fronterrè, Valeria Rossini, Vanessa Anzoni, Franziska Freymadl, Michelle Soledad Gorr, Luca Muchetti (che si occupa da sempre di pubblicizzare sui quotidiani quello che facciamo - grazie Luca!), Michela Vicini, Federico Mecatti, Stefania Mattioli, Alessandro e Sonica, eccetera eccetera (non si può menzionare tutti, accidenti!). Dulcis in fundo, l'artista lei medesima, Alice, che ormai è una dei nostri, un'amica (sì, ora posso dirlo), esile, timida, sexy e credo anche un po' pazza. Ma basta parole, meglio lasciare che il video testimoni l'entusiasmo di quest'altra avventura, che tanto ormai sono tutti stufi di leggermi.
Lasciatemi solo ringraziare Andrea Riboni, detto il Delfino, detto il Gentiluomo, che oltre a sapere dove si mangiano i risotti più buoni di Cremona, è un abile videomaker e ci ha prestato il suo talento per raccontare TOTEMICA. Poi grazie a Davide, cioè Airbag Killex, che ha prestato la sua musica per il video, e che mi perdonerà se ho abborracciato un po' per adattarla alla durata dell'audiovisivo di cui sopra e di cui sotto. 
E ricordate, niente finisce, a parte tutto.
David Chance Fragale



giovedì 23 giugno 2011

UNA MEZZA SFILATA


La definirei così quest'ultima esperienza al nostro caro spazietto, esperienza a malapena percepibile dalla serie di foto che seguono, che catturano l'occhio e rilasciano alla mente l'immagine di gente unica, gente con un'anima grande, con dei bisogni, gente che sta costruendo e gente ormai sul limite del logoramento, ragazze bellissime con il cuore di principi e uomini dal cuore di damigelle in pericolo, chi si fa strada nel mondo e conosce ora il bello della vita e chi la vita la osserva da dietro un angolo, spazio del nuovo e spazio del declino, una specie di spazio con dentro specie di gente. Ho già detto che l'affluenza a TOTEMICA non è stata massiccia, eppure si è respirata un'aria salubre, chi c'era era lì per uno scopo, e chi c'era ha visto quanto sensibile e dotata è la nostra Alice Seghetti (andatevi a vedere le sue cose, per la miseria). Adesso speriamo che l'operazione FUKUSHIMA MON AMOUR vada a buon fine, ma lascio gli approfondimenti per un secondo momento. Io mi congedo con queste foto, la maggior parte delle quali offerta da Andrea Riboni, che ha pure videodocumentato l'inaugurazione di TOTEMICA (e che io sto montando fra bestemmie e pensieri di vendetta , con il computer che mi si impalla di continuo mannaggia a Matrix)...
A presto.
DCF

Federico Fronterrè ha immortalato le nostre skinheads preferite

Alice Seghetti firma le stampe di FUKUSHIMA MON AMOUR (nella foto qui sopra, è con Valeria Rossini, che l'ha accompagnata a Cremona)
La Rossa, La Bionda, La Mora: Axl, Sonica e Totemica
Michelle Soledad Gorr mi chiede il pizzo...
Sguardi affettuosi fra Michela Vicni ed Eleonora Eta Liparoti

La Specie di Spazio per TOTEMICA
Io e il mio cappello non siamo social network
Anna e il suo cilindro
Renato Skeletro379 Florindi è un potente stregone
Giusto per ricordarvi di andare a vedere le illustrazioni di Alice

martedì 14 giugno 2011

NON E' FINITA FINCHE' NON E' FINITA

Perchè anche Andrea Riboni, ormai un collaboratore fisso, nonchè artista ancora tutto da scoprire, ha voluto dire la sua sulla GABBIA, girando due video ipnotici che si immergono nei pannelli ideati e realizzati da Eleonora Eta Liparoti(non dimentichiamo l'aiuto di Ribbon), cercando forse l'ineffabile natura dell'arte stessa, o forse semplicemente volendo cimentarsi in un'indagine personale sulla possibilità o meno di fotografare il colore, il segno, i simboli, e chi più ne ha più ne metta. Grazie, Andrea (anche per le parole con cui, più sotto, dici la tua sulla Specie di Spazio), e grazie ancora anche a Eta e a tutto il microcosmo che le si è creato intorno.
Con questo direi proprio che il discorso della GABBIA è giunto alla fine, ma nulla finisce mai davvero, perciò credo che sentiremo ancora parlare dei pesci volanti, di una certa mensa che si è tenuta su un abisso (dell'animo umano?) e di molte delle persone che hanno vissuto quest'esperienza. Ci sono ancora storie da scrivere, qui...
DCF



Una specie di spazio è bianco, ma cosa sia non è altrettanto chiaro.

Una specie di spazio può essere un filo a cui legarsi, e restarci invischiati.
Una specie di spazio può essere un filo a cui appendersi, e far finta di volare.
Una specie di spazio ha sempre ragione; chi stà dentro o fuori alle volte si alle volte no. 


Una specie di spazio è una briciola in Città. La Città mangia carne senza pane.
Una specie di spazio guarda e specchia, come iridi da sottocchio.
Una specie di spazio è un tentativo di ricordare il futuro ai passanti.


Una specie di spazio ha come un vetro,
che è come roccia,
che è come un tetto
come quando
fuori piove.

Andrea Riboni

lunedì 13 giugno 2011

LA GABBIA E LA MENSA: IL VIDEO UFFICIALE E ULTIME FOTO

L'esposizione dei lavori di TOTEMICA è quasi pronta, l'inaugurazione è prossima, ma resta ancora il tempo e lo spazio per un ultimo post su quella meraviglia di carne e folli propositi che è Eleonora Liparoti, alìas ETA! Sono infatti giunte le due foto "ufficiali" dei pannelli finalmente ultimati, pannelli di capodogli, mostri, incubi e altre sottospecie di cose di sogno, che Eta ha cominciato durante la residenza creativa (in cui, ricordiamo, ha vissuto attivamente la Specie di Spazio, come può confermare chi l'ha vista dormire in vetrina) - foto realizzate da Andrea Riboni, che ringrazio per la continua partecipazione e sostegno (che spero continuino ad libitum).


Ed è ufficiale anche il video dell'evento GABBIA e della MENSA SULL'ABISSO, come sempre fornito dal solito Eugenio Villani, tecnicamente impeccabile come sempre. Naturalmente si tratta di un sunto del tutto, che glissa su molto del lavoro svolto e soprattutto restituisce un'esperienza parziale della discussa, sofferta, catartica, necessaria Mensa che ha coinvolto buona parte dei visitatori dello spazio il giorno dell'inaugurazione. Ricordiamo che, per saperne di più, ci sono parecchi post precedenti da sbirciare, con foto e commenti di chi ha partecipato attivamente...
La Gabbia è chiusa/aperta, evviva la Gabbia, evviva Eta, evviva noi e tutto quelli che ci hanno aiutato. Buona visione.
DCF

sabato 14 maggio 2011

CE L'ABBIAMO FATTA...ALMENO UN PO'...

E' stata dura. Eta, per questa residenza creativa, non solo ha mobilitato un plotone di collaboratori, ma anche un plotone di idee, di necessità, di sogni possibili e impossibili. E adesso siamo stanchi, perchè qui si abita fra persone belle e complicate, solide come i ruderi maledetti di un castello stregato, fragili come la più stoica delle margherite nella neve. Naturalmente a breve ci saranno foto dettagliate dei giorni della residencia, il solito video analitico dell'inaugurazione (che è oggi) e poi qualche riflessione approfondita sulla nostra artista (che odia questa parola ma adesso si arrangia, perchè sono troppo stanco per andare in cerca di sinonimi che le vadano bene) e in genere su come è andato l'evento (riscontro del pubblico, rapporti con il comune di Cremona, eccetera, eccetera).
Voglio di nuovo ringraziare Ribbon, giunta per dare man forte a Eta, e che ieri dormiva in piedi dopo essere stata prosciugata dal vampiro Liparoti. Ringrazio Andrea Riboni che ci ha sostenuto e scarrozzato con la macchina, ha piantato chiodi ed elargito suggerimenti utili. Poi Anna Cigoli, che si è fatta in quattro affinchè Eta avesse il suo pupazzo avatar fra i pesci volanti (a breve foto anche di quello). Naturalmente, in una voce a parte, parleremo anche in modo più approfondito della MENSA SULL'ABISSO, performance ricca di protagonisti che andranno ringraziati a parte.Adesso mi faccio uno sbadiglio lungo una vita e poi mi mangio una girella. Ciao a tutti. A poi.

DCF



venerdì 18 febbraio 2011

VIDEO KODAMA!

Ed ecco l'ormai immancabile video che testimonia alcuni dei momenti dell'inaugurazione del BOSCO DI KODAMA, soprattutto la timida Anna Cigoli, generalmente poco incline al dialogo, men che meno alla discussione del proprio lavoro. Ma poi si sa, un bicchiere tira l'altro, e allora tutti ci si scioglie un po' di più...  



P.S.: E' doveroso ringraziare ancora una volta Eugenio Villani, che senza beccarsi un quattrino ci prepara questi spezzoni che a noi tutti servono molto, e non solo per ricordo, credetemi.

giovedì 17 febbraio 2011

IL BOSCO DI KODAMA: UNA MOSTRA E ANCHE NO...

...Sì, perchè il BOSCO DI KODAMA è un modo di vivere la specie di spazio in una maniera un po' "classica", di quelle che poi la gente ti scambia per gallerista, dice che "vendi le opere", e non è vero, perchè - ripeto - questo esperimento dentro Cremona, dentro la città delle definizioni, è uno spazio libero, uno spazio che vuole fuggire il mercato e anche i preconcetti cui un certo modo di vedere e fruire la cultura ci ha abituati, uno spazio che non ha bisogno di essere giudicato, ma giudica. Così, Anna Cigoli e le sue creazioni (quelle esposte e altre le trovate qui) sono state un modo di portare dentro il perimetro delle idee un messaggio che forse non è nuovo, ma in virtù della forza di questa meravigliosa donna,  dell'universo in cui crede, del suo modo di vedere le cose segrete che, lo ammetto, fa innamorare di lei, ecco allora la natura, gli alberi, le tele delle driadi e delle silfidi, e gli spiriti kodama, e laggiù Totoro che ammicca sinistro fra le illustrazioni, come a dire: "che volete? che avete da guardare? questo è quello che è, chi vuol vedere veda, chi non vuol vedere s'arrangi, o come dice il detto: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
In mezzo campeggia un albero, un po' striminzito d'accordo, un albero abbattuto da un temporale, ancora verde dentro, e  a noi che non siamo botanici ma altro ci è venuto in mente di piantarlo là nel mezzo, perchè Federico e io abbiamo subìto un attacco di horror vacui, e perchè io e Federico vogliamo a tutti i costi mischiarci con chi nella specie di spazio ci viene e ci fa le cose, perchè la specie di spazio non è uno spazio espositivo, ma uno spazio vitale, e chi ci vive collabora alla creazione di quella che è sempre un'opera collettiva.
Ma si diceva dell'albero. Beh, poi Anna l'albero l'ha arricchito, gli ha dato una nuova vita, o ne ha celebrato la morte, disegnandoci sopra gli spiritelli tanto cari a Miyazaki e Buzzati ("melusine" le chiamava lui...).
Ultimo aneddoto, perchè questo dev'essere un sito di facile lettura, senza troppe chiacchiere: oggi qualcuno è venuto a vedere l'esposizione, ha detto qualcosa di inedito rispetto al solito, a dispetto del solito, cioè che nei dipinti di Anna c'era del macabro...macabro! Rimuginando sull'evento precedente, cui questo spettatore non è intervenuto, mi è venuto da sorridere, ma poi - poi perchè no? ecco la sorpresa,  eccola, forse che non ho visto anche io, sempre, qualcosa di strano, inquietante,  in queste donne di corteccia, in queste creature di verde e di marrone, che Anna dipinge diligentemente, cercando il filo di un discorso che forse nessuno conoscerà mai? Eppure non ci pensavo più da tempo, le avevo ormai accettate come creature innocue, larvali, mai dedite all'inganno e al dolore...eppure...allora ecco a cosa ci serve, a me e a Federico, uno spazio come questo: non solo a  mostrare ciò che ci piace, ciò che conosciamo, ma a riscoprirlo a nostra volta. E lo dice uno che l'arte di Anna la conosce bene...


Il 12 febbraio 2011 abbiamo inaugurato IL BOSCO DI KODAMA. L'afflusso di persone è stato discreto, anche se la maggior parte della cittadinanza diserta, manca all'appello, evita gli spazi defilati, nonostante la promozione capillare evita anche noi. Ma poi, anche fra quei pochi che vengono, c'è la sorpresa, il trionfo, qualcuno che coglie dell'uno e dell'altra, dello spazio e dell'opera di Anna, ci sono le critiche, le critiche ritirate, ci sono quelli che non sanno cosa vengono a vedere e quelli che lo sanno esattamente, e sembra di stare a un pic-nic sotto l'albero, in cui ognuno ha qualcosa da dire da fare, piccole tragedie e grandi commedie si consumano fra le pareti dello spazio ora angusto ora enorme - intorno i quadri, le tele, i silvantropi di Anna, che non dicono nulla, non giudicano, inermi nel tempo e nello spazio, presenti anche quando tutti vanno via, solo loro restano, a sostenere la notte piovosa che arriva. E io li amo, li amo.  

  
 








Le foto qui raccolte sono una parte di quello che potete trovare sulla nostra galleria di flickr, e sono state scattate da me, da Federico Fronterrè e da Andrea Riboni,  che ringrazio in modo particolare perchè ha saputo vedere in questa nostra piccola magia qualcosa che lui, prendendo in prestito le parole da Yoko Ono, ha descritto così: "L' arte è potere. L' arte ha un potere incredibile, poichè ha la capacità di fornire alla gente energia ed ispirazione suggerendo nuovi modi di vedere le cose, la vita. È importante come ogni altra cosa. Talvolta pensiamo che il parco non è utile, che è soltanto un gruppo di alberi o qualcosa di simile, e che gli alberi non dicono molto. I benefici dati dagli alberi sono così invisibili che la gente pensa di poter tagliare gli alberi e costruire un palazzo. Puó sembrare più economico ma, una volta tagliati gli alberi, si vedrà cos'è andato perduto. Gli artisti sono uguali. Il loro ruolo nella società è simile a quello degli alberi."
Mi piace pensare che Andrea ci abbia parecchio azzeccato su Anna, e spero anche con tutti noi.
                                                                                                                        DCF