Visualizzazione post con etichetta Stefania Mattioli. Mostra tutti i post
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sabato 30 novembre 2013

SIGN YOUR NO!

Zonta è un'associazione internazionale, sorta negli Stati Uniti nel 1919, che riunisce donne attive nell'industria, negli affari, nella libera professione con l'impegno di agire per il progresso e il benessere dell'umanità.
In particolare intende "migliorare la posizione legale, economica e professionale della donna; lavorare per una migliore comprensione, buona volontà e pace tra gli uomini; promuovere la giustizia e il rispetto universale per i diritti umani e le libertà fondamentali".
 
Il video realizzato da noi dello Spazio documenta la collaborazione fra Zonta e l'artista Grazia Gabbini, che ha realizzato  una serie di opere "interattive", ovvero realizzate in sinergia con il pubblico, per sensibilizzare il pubblico sul problema sempre contingente della violenza sulle donne, per poi trascendere e schierarsi contro la violenza tout court, sia quella fisica che psicologica, fra le mura domestiche come sul posto di lavoro, per strada o nell'intimo delle relazioni sociali. La galleria d'arte IL TRIANGOLO, lo staff dell'associazione Una Specie di Spazio e molti amici hanno aderito al progetto e detto il loro NO alla violenza, e tu?

Sign your NO è un progetto artistico di Grazia Gabbini
a cura di Angela Bellardi (presidentessa dello Zonta Club Cremona) e Mariarosa Ferrari (galleria Il Triangolo)
video report: David Chance Fragale - Federico Fronterrè
testi: Stefania Mattioli

grazie a tutti coloro che hanno partecipato e dato una mano (letteralmente)...

DCF

domenica 5 febbraio 2012

PIU' BIANCO

I giornalisti sono tremendi
...

E' ormai prossimo, prossimissimo, l'epilogo de LACURA (in quanto mostra fotografica, perchè l'atto/collezione/gioco/rito non finisce certo qui),  perciò è bello vedere che qualcuno ci sostiene fino all'ultimo, come alcuni giornalisti (che non sono affatto tremendi, al contrario della citazione in testa al post). Grazie anche a Stefania, ormai una "collaboratrice spietata", che ci sostiene con la fermezza del giusto.
L'esito del tutto a brevissimo.
 DCF

martedì 21 giugno 2011

PER NON DIMENTICARE CHE OGNI COSA E' ILLUMINATA

Breve post di cui approfitto per inserire qualche foto dell'esposizione TOTEMICA, con illustrazioni e sculture di Alice Seghetti. Breve post con cui ringrazio la nostra vicina di casa Stefania Mattioli (ancora una volta, e so che non sarà l'ultima), che ci ha regalato un libro delle firme, già personalizzato dagli artisti presenti la sera dell'inaugurazione (vedi GIF più sotto), e alcune belle parole, in testa a queste mie righe. Breve post con cui ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, ovvero quelli di cui mi ricordo, dato che a una certa ora sono crollato a ronfare sul pavimento, sopraffatto da insonnia ultimamente troppo cronica e da un abuso sconsiderato di alcol (non è stato Bukowski a dire: ""L'uomo è la fogna dell'universo"?). Breve post con cui ringrazio tutti coloro che sono venuti a trovarci e che, malgrado un'affluenza non troppo forte, hanno fatto felice Alice con l'entusiasmo dimostrato nei confronti del suo lavoro e acquistando le stampe che la nostra illustratrice ha realizzato per aiutare il Giappone in questo momento ancora difficile (per maggiori info, cliccate qui). Non dico di più perchè la mostra è ancora aperta, ancora vivibile, e noi siamo lì, e ci sarà modo di riflettere su come è andata e su quali saranno gli sviluppi futuri più avanti. Intanto, come ho detto, alcune foto (altre ne trovate al solito sulla nostra pagina flickr).
DCF

Il libro delle firme!
Alice Seghetti e il pubblico...
Qualcosa di Alice
Un omino sulla parete
Il pubblico e Alice...

Michela Vicini imita un'illustrazione di Alice Seghetti

Le stampe di FUKUSHIMA MON AMOUR, in vendita per beneficenza

La piccola Rita nel suo totem...

martedì 17 maggio 2011

LA MENSA È FINITA... CHE GUSTO HA L'ABISSO?

"Fino a che punto può spingersi il dolore umano?
Quanto le nostre mascelle potranno indurirsi e le nostre costole contrarsi prima di rompersi, esplodere?
C'è l'imite al dolore umano, sì, perchè c'è un limite alla sopportazione di questo.
Arriva il momento in cui le nostre ginocchia non reggono, cadiamo sfiancati.
Stanchi di quel dolore... d'una pienezza che ci porta al vuoto cosmico.
A quel punto non possiamo far altro che risalire, riemergere dagli abissi, aiutati da, che so, pesci rossi, ancelle, volti amici e altri volti... forse maschere, oppure semplicemente persone... uomini che stanno soltanto attendendo la verità e nel durante, si mascherano un po' per non mostrare gli occhi dell'incertezza.
In ogni modo, arriva qualcuno a prenderti per mano, scioglierti i capelli, slegarti e ad iniziare a mettere e togliere, mettere e togliere.
È vero, forse saremo sempre in una gabbia, sta ad ognuno pensarlo o meno, ma è importante ricordare - osservando attentamente intorno a sè - che, ad ogni fardello aggiunto, uno ne viene tolto.
È inevitabile il fardello, ineluttabile il dolore, ricordalo: tu ferisci e, a tua volta, sei costantemente esposto al danno.
Ricorda anche delle mani e dei capelli che sanno sciogliere le tue mascelle contratte e sciogliere i nodi che legano il fardello alla tua schiena."
Alessia Degani
Alcuni momenti della MENSA SULL'ABISSO immortalati da Ilaria Borraccino.


Parole in libertà sulla Gabbia dove Eta sacrificale si è tinta di nero.
Moderna vestale neogotica, quasi una sorta di profanazione salvifica del sacro sepolcro, Eta è parsa come un Icaro femmineo prigioniera del Suo sogno creativo.
Invano ha tentato di spiccare il volo: piedi saldi al suolo legati dall'ineluttabile laccio, corpo appesantito da un fardello che in pochi hanno eluso.
Perchè ciò che deve accadere accadrà comunque.
Nella scatola luminosa di unaspeciedispazio era bello osservare le ancelle scalze, il rito dei gesti, gli sguardi astanti e silenziosi, i pesci volanti, il musico silente.
Quadro nel quadro, performance nella performance sono stati il pubblico accovacciato a terra, i fotografi a caccia dell'estetico istante, il bimbo curioso che si interrogava
sul perchè il cucciolo di bassotto avesse le unghie chiedendo il permesso di "accarezzargli gli occhi".
Anche gli scettici son tornati a casa con le mani colme di briciole grigie e un ricordo animato fatto di sospiri e colore, di attese e aspirazioni vitali.
Stefania Mattioli

Queste foto delle creature che abitano la Gabbia sono state scattate invece da Giulia Voltini, che quel giorno bazzicava il Vanita's Market; potete trovare qualche notizia di questa promettente fotografa qui.

lunedì 9 maggio 2011

LA GABBIA È APERTA...


Contagiato dalla bloggermania della nostra/vostra/mia Eta preferita, scrivo un post in diretta, cioè durante l'evento in corso (ma è un'eccezione, Eta lo farà continuativamente e perciò seguitela passo passo sul suo sito). Ora Eleonora è nella sua specie di spazio, fra pesci volanti e musica e idee, chissà se dorme e sogna ma non importa, in ogni caso interpreta e modella quello che a tutti gli effetti è diventato un luogo tutto suo, che lo sarà per i prossimi giorni, la sua residenza creativa (o ricreativa?). E io fotografo, documento, con l'ansia del padre no dài del fratello preoccupato, indossando la spocchia dell'artista navigato certo che tanto non si fa nulla di nuovo, che andrà tutto bene, poi che vuoi che sia, mica Cremona è New York, o la zona Romolo di Milano (che i romuliani non si offendano, eh?), però certo quando vuoi bene a una persona, in special modo un'amica artista, un po' tendi a stare sulle spine, sarà al sicuro lì nello spazio, fra i pericolosissimi pesci volanti, separata solo da un vetro dal mondo crudele che è fuori?
Ma sono fiducioso. Che Eleonora Eta si divertirà, che farà se stessa e un po' gli altri, che la città ne sarà felice, che quest'esperienza resterà, minimale ma grande quanto una favola. Mi congedo con alcuni scatti e con le dolci parole della nostra vicina di casa Stefania Mattioli, che segue con attenzione e affetto ciò che facciamo, e così ci scrive via mail:

A Eta perchè dorme sui pesci volanti
perchè ha occhi con i "baffi" che sanno guardare gli abissi.
Ai curatori di unaspeciedispazio
perchè avere speciedivicinidicasa come loro è un dono inaspettato.

Grazie, Stefania, anche per la citazione che alleghi: 
Arte "per ritrovare l'invenzione oltre l'enumerazione, l'originalità al di là della citazione, la libertà invece della memoria".
(Storia di un quadro, Georges Perec)

DCF
Eta riflette un po' sul da farsi prima di mettersi al lavoro
Eta e Michelle Soledad Gorr
Tamara Fragale (mia sorella) e un pesce volante
Federico Fronterrè e, ovviamente, un pesce volante
La piccola Hope, figlia di Michelle