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martedì 2 luglio 2013

IL NOSTRO LOGO: una specie di anniversario

 La Specie di Spazio, almeno per quel che riguarda la sede, è in chiusura, ne abbiamo già parlato qui. Vabbè, potrei dilungarmi all'infinito su questo argomento, e in effetti ce ne sarebbe bisogno, ma forse converrà farlo a tappe, in situazioni contingenti che mi permettano di fare paralleli, sollevare interrogativi e dare possibili risposte. O forse non ne parlerò mai più e questo blog diventerà solo più strano e dispersivo, non lo so. 
Oggi, mi andava di rendere omaggio a quello che a tuttoggi è il nostro marchio di maggiore successo, ossia il nostro logo, che io in primis mi sono divertito a modificare volta per volta, qualòra si presentasse una celebrazione, uno stato climatico, un pensiero ossessivo, proprio come i google doodles, a partire da quel personaggino tanto simpatico che ritrovai in una cartella di lavori di Alice Seghetti. E infatti proprio a lei, dopo la sua esposizione nello Spazio, affidai il compito di trovarci un logo, fondamentale per il social network; e lei prontamente mi fornì diverse soluzioni interessanti, ma per qualche motivo nessuna mi sembrava andasse bene. Volevo qualcosa in linea coi tempi, che potesse giocare con lo spettatore, che ironizzasse sulla nostra missione, volevo un meme. E così scelsi il logo che vedete più in alto. 
Poi altri autori, conosciuti e sconosciuti, ma tutti volenterosi, ci hanno omaggiato delle loro interpretazioni del logo di Alice. Sono una più bella dell'altra e spero di averle ricordate tutte nelle piccole animazioni più in basso. Così come spero di non dimenticare nessuno nell'elenco che segue, un elenco che non può essere esaustivo dato che altri di questi omaggi arriveranno e io non vedo l'ora. Perchè è proprio in questo character che risiede la poliedricità dell'associazione, dell'idea al suo interno, e la sua capacità di manifestare l'animo di chi se ne prende cura.
DCF









Il logo rivisto dai nostri autori: Sonia Aloi, Eloisa Alquati, Sarah Bonvicini, Anna Cigoli, Renato e Simona Florindi, Anna Mabizanetti, Sabina Meschisi, Mina Murray e Roberta Sacchi. Grazie a tutti.
E qui il logo psichedelico di Eleonora Liparoti detta Eta, un'ideale fuga dal piano fisico per accedere a tutti gli spazi superiori...grazie anche a te, nel tuo chissaltroquandove.

domenica 27 novembre 2011

MATRIOSKATTIVA: L'INAUGURAZIONE



Più di 50 matrioske, personalizzate da amici e studenti di Brera, distribuite fra mensole e supporti vari, e una cornice di illustrazioni per saturare al meglio lo spazio, a creare una mostra, un'installazione, un bazaar, un'idea. L'idea di un progetto che nasce all'insegna della solidarietà e non deve consumarsi mai e poi mai in un fallimento...
Una Specie di Spazio ospita MATRIOSKATTIVA per raccogliere fondi destinati ai bambini di Cêrnobyl, ricordiamolo. Abbiamo già venduto qualche pezzo, ma non vogliamo fermarci qui, vogliamo che le matrioskattive viaggino, e che viaggi con esse il messaggio che non devo essere io, qui, a ripetere, un messaggio che Pier Luigi Buglioni ha saputo precedentemente esporre al meglio: "un gesto d’amore, originale e trasparente." Un gesto d'amore che si può esprimere anche solo venendo a dare un'occhiata - oppure parlatene, o adottate il progetto, o fatene uno tutto nuovo, quello che volete, anche così si contribuisce al successo di questa operazione.
Solo l'indifferenza uccide due volte.
E io non posso essere certo indifferente nei confronti di coloro che sono giunti da Milano a testimoniare l'inaugurazione di MATRIOSKATTIVA a Cremona, fra cui ricordo Raffaella Menchetti, co-curatrice del progetto, e poi tutti gli artisti di Una Specie di Spazio che hanno aderito "illustrando" il loro concetto di matrioska; grazie anche a chi, come al solito, ha dato una mano per documentare la serata (Marina Brunetti e Andrea Riboni), a Stefania Mattioli che ci aiuta con le cose dell'ultimo momento; grazie a chi ha fatto promozione attraverso l'adozione di una matrioskattiva da esporre in vetrina (mi riferisco ai negozi Mon Petit e Cleofe) e a chi parla di noi sul suo blog (mi vengono in mente Sabina Bianconiglio Meschisi, Eta che dorme sui pesci volanti, Greta Xella, Roberta Sacchi e Michele Ginevra). E grazie a tutti quelli che non ho ringraziato, ma ci sono di sicuro.
Dunque: mi aspetto più gente, mi aspetto che vengano a trovarci ancora più autori dei pezzi esposti, mi aspetto che altri vogliano dare asilo alla Matrioskattiva, che si possa comprendere che la creatività è polivalente, e in questo caso vale non solo per gli artisti, ma vale soprattutto per i bambini che a Cêrnobyl forse non sanno neppure che tutto questo viene fatto per loro...
Per ragioni di spazio, preferisco lasciare che parlino le immagini, sottolineando che TUTTE le matrioskattive sono visibili su questo flickr, mentre qui trovate altre foto della serata.
DCF




foto scattate da Andrea Riboni durante l'inaugurazione
 
Le illustrazioni di Matrioskattiva


martedì 27 settembre 2011

CONTINUA LA CURA DEL BIANCO

Per raffreddarsi, per purificarsi, per uscire da sè (o provarci), per incontrarsi e toccarsi di soppiatto, per essere un po' aborigeni e un po' esercito di terracotta, per vedere tutti con il cappello, per trasformare lo Spazio in una casa di riti...
Quella che segue è la nuova serie di foto che alternativamente nomino come SAME HAT SERIES o CURA DEL BIANCO. Le altre potete trovarle qui oppure qui, ma è doveroso ricordare che il dipingere volti, rinominarli nell'atto simbolico del porre il proprio pennello o le proprie mani sui lineamenti dell'altro è storia vecchia nella Specie di Spazio, come dimostrano le foto del gesto rituale voluto da Alessia Degani alcuni mesi fa (e fedelmente documentato dal sottoscritto).
Altri ne verranno, o almeno lo spero.
DCF
  
Dall'alto: 1) Tamara, mia sorella, che la Cura la voleva tanto; 2) Maria Caletti, che ha indossato il Bianco più a lungo di tutti e mi ha reso gioioso [la trovate anche in questo corruttissimo video]; 3) Gianluca il Berserker, che ci viene sempre a trovare e dopo whisky e birra ha preso la via del Bianco; 4) Chiara Anemone Brambati, bella e inquietante; 5) Marina del Mar in Brunetti, che dopo aver fatto un sacco di storie ha ceduto e si è fatta imbiancare; 6) ultimo, ma non per importanza, il mio migliore amico Skeletro379. Grazie a tutti loro.

E poichè ogni volta che penso di avere concluso questo post, mi ritrovo a poterlo correggere, ampliare, ravvivare, allora decido di aggiornarlo un'ultima volta (chissà quando potrò rifarlo) per ringraziare Sabina Meschisi, una cara amica oltre che una brava illustratrice; non solo ha adottato il Bianco, ma anche il cappello, e mi ha onorato di questo omaggio, spedendomi dalla lontana Sicilia le foto della sua Cura. Grazie Sabine!