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martedì 8 aprile 2014

IN THE BRICKLANE GALLERY!



Anche questa è andata. Come un soffio, anzi un vento, quello londinese, che ha spazzato le strade, i cieli, e il tempo della nostra permanenza in quel bollore creativo che è il quartiere di Brick Lane. Un crogiuolo non solo di razze, di volti, di identità più o meno eccentriche, ma anche un brodo di tendenze artistiche, di modi di concepire l'espressività, che coinvolge l'Arte maiuscola come le piccole autoproduzioni, l'imperante street art come gli scorci spaziali e umani che abitano la Londra del 2014. WHO ART YOU? LONDON EDITION è stata un'esperienza faticosa (dodici ore di viaggio in macchina all'andata e al ritorno), ma anche un'esperienza totalizzante, che mi ha concesso uno sguardo critico su una realtà assai differente da quella della nostra penisola.
Prima di elencare brevemente gli artisti in mostra (in futuro tornerò sull'argomento Londra, quando il cervello sarà riposato), un breve flashback. In un post precedente avevo già mostrato il battage pubblicitario che ha preceduto questo tanto anelato viaggio. Una strategia che l'associazione Una Specie di Spazio ha sempre sfruttato e che sono felice di aver messo a disposizione dei professionisti di NOlab. Purtroppo uno dei video su cui avevo ragionato di più (un chiaro omaggio a una delle figure più celebri della cultura pop britannica) non è passato sulle frequentatissime pagine dei social network, troppo lungo e troppo registicamente imperfetto, ma lo posto qui, ad memoriam, perchè è un forte omaggio allo staff di WHO ART YOU? e perchè il bravo Flavio Aster Bissolati ne ha curato le musiche senza farmi subìre le magagne del copyright.



Ho  molto amato l'allestimento nella Brick Lane Gallery. Semplice e ricco insieme, a partire dai compulsivi accumuli di colore di Matbuk, che a tratti mi ricordano Giger e a tratti la tentacolare street art della traversa di Whitechapel, contrapposti alla raffinata tecnica illustrativa di Mauro Mazzara, come a mostrare due modi contemporanei di vedere e vivere l'arte; Rossella Terragnoli con le sue false prospettive nei canyon metropilitani di una penna a biro paziente e meticolosa, sporca. 

 

Michela Gioachin, con gli intimi ritratti quasi fotografici di donne che sembrano sfuggenti come le figure di certi sogni, immortalate in una luce stentata, che sdoppia l'immagine (no, non è un errore dei miei scatti); poi Niccolò Albani e i suoi dipinti fumettosi, sofisticati nel tratto quanto poveri nel supporto di cartone (e non è necessariamente un difetto, anzi); l'incognita Kassa artista in incognito stile Banksi, elaborazioni al computer mistificate da un'esibizione accademica, con cornici antiquate che ammiccano ai grandi classici presi di mira, che ingannano per un attimo chi li osserva, incerto se si tratti di pittura vera e propria o che altro. 


Elisa Rescaldani usa invece la postproduzione digitale come un laboratorio anatomico, creando ibridi tra cadaveri e piante e figure mitiche; mentre Sara Pelle, nelle sue foto fa di se stessa il soggetto anatomico svilito, sopraffatto, abusato, rivelando le problematiche insite nel ruolo della donna nel contemporaneo e la sua (ancora) anacronistica fragilità; Andrea Silva e Massimiliano Ranuio, che passano dall'autoritratto in cerca di un'auto-rivelazione, forse, a immagini sontuose che ammiccano al reportage; fotografia anche per Beatrice Botto, che ironicamente e un po' grottescamente ha ritratto la figura femminile in un trittico di colori acidi, e Marta Viola, che va a spiare nel dettaglio intimo delle fessure, delle cortecce, della pelle, per trovare mondi inaspettati, e sfrutta al meglio il potenziale del mezzo espressivo; Devis Bergantin e i suoi paesaggi nervosi, quasi una follia di inchiostri e di strappi, l'ossessivo ripetersi del segno che cerca se stesso in un lavoro o lavorìo che forse non sarà mai concluso.  



E poi ci sono io, con la mia Cura del Bianco, di cui ho già parlato su questo blog, la trovate ovunque, perciò non sto a ripetermi. Un progetto performativo-fotografico che ogni volta mi ripropongo di chiudere, ma che le persone incontrate mi fanno sempre rispolverare. Perché mi piace, perché mi permette un contatto intimo con chi mi piace. E perchè si vende a poco o non si vende proprio.

Alessandro Trabucchi in una Cura del Bianco un po' inusuale,ma questo è anche un omaggio ai suoi gusti in fatto di musica. Alessandro, il mio ringraziamento va a te per il sorriso spontaneo, tutte le sigarette che ci siamo fumati e per tutte le volte che dici "sticazzi!" Speriamo di continuare insieme questo viaggio...

Daniela Ficetola, alìas Dani, che sicuramente mi odia per questo ritratto "lunare", ma dopo due anni che dovevo farle queste foto mi perdonerà se non posso proprio tenerle nascoste; grazie Dani per la professionalità e la meticolosità sul lavoro, ma ancor di più per la gentilezza e la tenerezza, che sono le tue doti migliori.
Matty Granec l'abbiamo incontrato alla galleria, è un fotografo bravissimo e spero di rivederlo presto, e ovviamente si è prestato volentieri alla Cura. È una delle foto della serie che amo di più.


Ringrazio ovviamente ancora una volta lo staff di NOlab, e a parte i sopracitati Alessandro e Daniela, anche Federica Morandi, che si è occupata della parte commerciale del progetto e ha sopportato/supportato le idiosincrasie degli artisti, Federica Redaelli, la più carina, simpatica e imbronciata factotum che ho mai conosciuto, e Cristina Zanon, che oltre ad avere sempre un sorriso in tasca si è sorbita il mio russare. Un grazie anche a quelli che sono rimasti a casa, sia a Milano che a Cremona, e mi hanno aiutato nella preparazione al viaggio.
A breve il video report dell'exhibition!

David Chance Fragale

venerdì 14 febbraio 2014

WHO ART YOU? (going to London)



 "È certamente vero che noi dobbiamo pensare alla felicità degli altri; ma non si dice mai abbastanza che il meglio che possiamo fare per quelli che amiamo è ancora l'essere felici." 
Emile-Auguste Chartier

Ho già parlato di WHO ART YOU? Sì, ne ho parlato, con affetto e lungimiranza, su questo blog e sulla nostra pagina facebook. Sono passati due anni dal primo timido incontro, quando partecipai alla prima edizione del contest con la Cura del Bianco (e no, per la cronaca non vinsi, nè mi importò),  poi seguìto dal mio esordio come membro della giuria per la seconda edizione di questo scoppiettante incontro artistico, fino ad approdare qui, ad una prossimissima collettiva in quel di Londra, presso la Brick Lane Gallery, e una non troppo lontana terza edizione del contest che mi vedrà ancora come componente attivo.
"NOlab è stata fondata nel 2009 da un team di creativi operativi da 10 anni nel mondo della comunicazione, dell’editoria e dell’organizzazione eventi. Dopo vari esperimenti nel settore televisivo, nella moda e nell’editoria, la nascita di NOlab diventa necessaria. La scelta di costruire una nuova filosofia di pensiero e lavoro basata sul rifiuto alle tendenze e alle convenzioni è il naturale sfogo utile per creare un laboratorio unico e innovativo.NOlab è un laboratorio di idee per chi non ha paura di dire NO."
E ancora una volta io dico sì a questo gruppo, di cui spero d'essere sempre più una costola necessaria, perchè con essi il discorso delle specie di spazi si amplifica, diventa capillare, e attraversa le più variegate forme di comunicazione. Come in questo caso. Sfruttando infatti le strategie promozionali già attuate per la nostra associazione, ho realizzato alcuni trailers dei prossimi eventi che NOlab ha messo in cantiere - un vero e proprio studio per il sottoscritto, cercando l'idea vincente, quella più adatta ai grandi canale di distribuzione informativa fino a quelli più eccentrici, volutamente studiati per una fruzione veloce, da social network, destinati a sparire nell'arco di breve tempo. Perchè anche questo è il vantaggio di lavorare con chi ha idee e il giusto fervore, è estremamente contagioso e induce a dare di più, una risposta salubre all'impantanamento provinciale che qui, da dove scrivo, ha condotto solo a una sterile mondanità. Ben venga il futuro, quindi, sperando che sia illuminato come le menti che lo stanno forgiando.
 David Chance Fragale
   

lunedì 11 novembre 2013

OH, BROTHER, WHERE ART YOU?


"NOlab è stata fondata nel 2009 da un team di creativi operativi da 10 anni nel mondo della comunicazione, dell’editoria e dell’organizzazione eventi. Dopo vari esperimenti nel settore televisivo, nella moda e nell’editoria, la nascita di NOlab diventa necessaria. La scelta di costruire una nuova filosofia di pensiero e lavoro basata sul rifiuto alle tendenze e alle convenzioni è il naturale sfogo utile per creare un laboratorio unico e innovativo.
NOlab è un laboratorio di idee per chi non ha paura di dire NO."


In apertura di questo diario, la premessa (non di mio pugno) che spiega il lavoro svolto dai ragazzi di NOlab, con cui sono fiero di collaborare, per affinità di intenti, di interrogativi, di voglia di indagare i meccanismi della creatività e della sua fruizione oggi. Ho già parlato di loro qui, su queste pagine, in merito al contest a cui ho partecipato, il primo WHO ART YOU?, poi come membro della giuria per la seconda edizione della collettiva. Invito pertanto chi volesse saperne di più a seguire la loro pagina facebook e partecipare ai loro eventi, il prossimo si terrà a Londra e ci sarò anche io, e ne sono felice! In mezzo a tanto affanno, sarà come bere un sorso d'acqua fresca, e ci vuole.
In ogni caso, concludo il post mettendo a disposizione i due videoreport che raccontano la frenesia del contest e la calma, riflessiva partecipazione all'evento dedicato ai vincitori, con cui ancora mi complimento e di cui spero di vedere le successive, ardite evoluzioni. 
DCF



Eva Mendes (Pittura) è portoghese, si forma sulle arti figurative in modo ampio e variegato: una laurea in scultura all’Università di Porto e molti corsi di illustrazione. Arriva a Milano grazie ad un programma di scambio e approda all’Accademia di Belle Arti di Brera ma mai stanca di imparare segue anche diversi workshop sul vetro e sulla lavorazione del ghiaccio e consegue un master in illustrazione contemporanea.
Andrea Silva (Fotografia) nasce con una macchina fotografica e un libro tra le mani. Cresce in una piccola cittadina del triangolo lariano, vicino al lago di Como. Affascinato dalla fotografia, giorno dopo giorno si impegna per cercare di catturare ogni attimo in un’immagine. La sua passione cresce e lo porta verso la post produzione digitale. La sua mostra in via Dante a Milano nel 2010 dà il via ad una serie di partecipazioni ad importanti competizione fotografiche.
Raimondo Castronuovo (Scultura) vive e lavora a Berlino. Si laurea in architettura nel 2009 ma gi piace considerarsi un autodidatta. La sua ricerca inizia dalla figura umana rielaborando tutto ciò che non è essenziale per portare alla luce  la profonda solitudine dell’essere umano. Prende parte a diverse esibizioni, come “Il pazzo d’Assisi” ad Andria nel 2009 e “Più falso del vero” a Napoli nel 2012.
Oriana Vertucci (Video) è di origine salernitana e si forma fin da subito sulla scultura, dalle principali tecniche, al disegno, fino all’incisione. Questa passione la guida ad allargare i suoi interessi fino a farle scoprire  l’arte del videomaking a passo uno. Nei suoi cortometraggi introduce creazioni scultoree, umanizzandole con l’animazione.
Mauro Mazzara (Premio Carlsberg) nasce a Milano nel 1980, inizia a disegnare a matita a 2 anni e non smetterà mai. Frequenta la scuola Arte&Messaggio di Milano e, dopo essere stato pubblicato anche sull’Annuale Illustratori 2002, si iscrive al corso di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera. E’ socio fondatore del Totemic Studio, operativo nel corso dell’illustrazione e della grafica. Tiene inoltre corsi di disegno e pittura.

WHO ART YOU? è un contest internazionale dedicato ad artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che si è svolto a Milano il 24 maggio 2013 per iniziativa di NOlab.
Un modo per mo­strare di che arte si è fatti! Un evento che unisce giovani artisti, galleristi d’avanguardia e gallerie storiche italiane ed internazionali, giornalisti e critici per creare una vetrina uni­ca e ambivalente, un momento di scambio e di lancio nel difficile mercato dell’arte. Un evento unico: una gigantesca collettiva di 60 artisti, ognuno presente con l’ unica creazione sele­zionata. 20 opere pittoriche , 20 opere fotogra­fiche, 10 sculture e 10 video. Durante la serata una giuria scientifica di operatori del settore ha decretato i vincitori, che avranno modo di mostrare ulteriormente il proprio talento in una mostra collettiva riservata a loro alla Design Library di via Savona 11 dal 18 al 22 ottobre! - See more at: http://www.youmpa.com/events/49889/who-art-you-2--and-the-winner-is#sthash.g4zwXuda.dpuf
WHO ART YOU? è un contest internazionale dedicato ad artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che si è svolto a Milano il 24 maggio 2013 per iniziativa di NOlab.
Un modo per mo­strare di che arte si è fatti! Un evento che unisce giovani artisti, galleristi d’avanguardia e gallerie storiche italiane ed internazionali, giornalisti e critici per creare una vetrina uni­ca e ambivalente, un momento di scambio e di lancio nel difficile mercato dell’arte. Un evento unico: una gigantesca collettiva di 60 artisti, ognuno presente con l’ unica creazione sele­zionata. 20 opere pittoriche , 20 opere fotogra­fiche, 10 sculture e 10 video. Durante la serata una giuria scientifica di operatori del settore ha decretato i vincitori, che avranno modo di mostrare ulteriormente il proprio talento in una mostra collettiva riservata a loro alla Design Library di via Savona 11 dal 18 al 22 ottobre! - See more at: http://www.youmpa.com/events/49889/who-art-you-2--and-the-winner-is#sthash.g4zwXuda.dpuf
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Un modo per mo­strare di che arte si è fatti! Un evento che unisce giovani artisti, galleristi d’avanguardia e gallerie storiche italiane ed internazionali, giornalisti e critici per creare una vetrina uni­ca e ambivalente, un momento di scambio e di lancio nel difficile mercato dell’arte. Un evento unico: una gigantesca collettiva di 60 artisti, ognuno presente con l’ unica creazione sele­zionata. 20 opere pittoriche , 20 opere fotogra­fiche, 10 sculture e 10 video. Durante la serata una giuria scientifica di operatori del settore ha decretato i vincitori, che avranno modo di mostrare ulteriormente il proprio talento in una mostra collettiva riservata a loro alla Design Library di via Savona 11 dal 18 al 22 ottobre! - See more at: http://www.youmpa.com/events/49889/who-art-you-2--and-the-winner-is#sthash.g4zwXuda.dpuf
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Un modo per mo­strare di che arte si è fatti! Un evento che unisce giovani artisti, galleristi d’avanguardia e gallerie storiche italiane ed internazionali, giornalisti e critici per creare una vetrina uni­ca e ambivalente, un momento di scambio e di lancio nel difficile mercato dell’arte. Un evento unico: una gigantesca collettiva di 60 artisti, ognuno presente con l’ unica creazione sele­zionata. 20 opere pittoriche , 20 opere fotogra­fiche, 10 sculture e 10 video. Durante la serata una giuria scientifica di operatori del settore ha decretato i vincitori, che avranno modo di mostrare ulteriormente il proprio talento in una mostra collettiva riservata a loro alla Design Library di via Savona 11 dal 18 al 22 ottobre! - See more at: http://www.youmpa.com/events/49889/who-art-you-2--and-the-winner-is#sthash.g4zwXuda.dpuf

mercoledì 5 giugno 2013

WHO ART YOUtube

Ecco il video confezionato in quattro e quattrotto come documentazione rapida, scorrevole, per forza inesaustiva, della serata di WHO ART YOU? seconda edizione. Nessuno me ne abbia perchè non si trova fra le inquadrature, quella sera c'erano un mucchio di cose da fare, tra reportage, allestimento, Cura del Bianco e, cosa più importante, avere il compito tutt'altro che sgradito ma di indubbia responsabilità di essere uno dei membri della giuria scientifica. Diciamo che questo piccolo spot, questa visione estemporanea too fast and too furious dell'evento dovrebbe servire a invogliare tutti quelli che hanno rubato qualche ripresa, e non solo, pure coloro che si dilettano con le slide di fotografie, a realizzare un montaggio veloce e contribuire così a colmare quei 360° di visione dell'insieme, per poi postare ovviamente tutto sulla pagina di WHO ART YOU? o di NOlab, e perchè no, anche su quella della nostra associazione
Nel post precedente avevo ringraziato chi di dovere (non tutti, impossibile, alcune facce non riesco neppure a collegarle a dei nomi), ma di sicuro tornerò sull'argomento NOlab e sugli sviluppi di quella che, come si direbbe nel finale di Gatto Nero Gatto Bianco di Kusturica, può essere "the beginning of a beautiful friendship". 
E ricordate che l'importante è dire NO. A cosa? Capitelo da soli.
DCF

mercoledì 29 maggio 2013

CIASCUNO HA LA PROPRIA SCRITTURA: WHO ART YOU?




La pittura mi suggerisce novelle, romanzi, favole, drammi. C’è chi di un quadro sentenzia: biaccoso, bituminoso, stonato, ed ancora parla di divisionismo, di impressionismo, di puntinismo, di futurismo, di cubismo. Mi fa l’effetto di alcuno che parlando di un pranzo a cui ha assistito, invece di indicare semplicemente: mi hanno servito pesce, uova, braciole, patate, piselli, dottamente soffiasse: azotati, fosfati, grassi, farinacei, leguminose. Ma a me non importa una maniera di pennellata piuttosto che un’altra, questo piuttosto quel modo di periodare a colori, - ciascuno ha la propria scrittura – mi importa quel tanto di mio che l’artista ha saputo strappare da me per compiere la sua opera.



Ernesto Ragazzoni


Aprire citando Ragazzoni, giornalista dei primi del novecento (grazie Sonia, per avermi prestato le sue Invisibilissime pagine), mi serve per chiarire subito che, quando i ragazzi di NOlab mi hanno offerto di far parte della giuria scientifica di WHO ART YOU? Seconda Edizione, avrei lasciato che le opere mi raccontassero qualcosa, che iniziassero con chi le aveva mandate, con chi le aveva installate, e che poi la fantasia avrebbe fatto il resto. E’ stato strano per me partecipare a questo evento, è stato strano dover “scegliere” fra questo e quel dipinto, questa o quella foto, la sculturina nell’angolo, il mostro protervo, l’afflato migliore – no, ho lasciato che l’immaginazione dicesse quale di questi lavori, quale di questi tanti lavori avrei voluto conoscere meglio. Non è questione di bravura, di talento, di spirito, di sensibilità, è questione di momento, non vince il migliore, alle volte può vincere anche il peggiore. Solo per vedere se si aveva ragione oppure torto, a volte.
Mi preme di più dire di WHO ART YOU?, e dei ragazzi di NOlab, il cui motto “è dire NO”. A me invece sembra che essi dicano più che altro di sì, di sì alla voglia di fare, di conoscere, di dire la loro in una Milano che comincia a dire no (eccolo il no) all’accademismo, al sistema galleristico, per farsi idea polifunzionale, lontana dagli elitarismi che ormai abbondano un po’ ovunque nel bel paese e francamente fanno l’odore della cassa da viaggio di nosferatu. Desirè Giordano, Elisa Dell'Erba, Lorenza Fattor, Tommaso Vecchio, Massimiliano Saluzzi, Andrea Corsi e gli inossidabili Alessandro Trabucchi e Daniela Ficetola non sono distanti da quello che ho sempre desiderato ottenere con la Specie di Spazio, un gruppo affiatato, mosso da intenti genuini quali lo studio dell’arte e il suo muoversi nel presente (nel futuro), il desiderio di mettersi dietro le quinte per portare sul palcoscenico chi ancora sente il bisogno di mettersi in mostra. Per questo, dopo aver portato la Cura l’anno scorso alla prima edizione di WHO ART YOU?, sono rimasto colpito, e poi sono stato felice, di essere stato chiamato a comporre la giuria per questa nuova occasione di incontro e di scambio. Assieme a me tanti personaggi simpatici e competenti, con teste diverse dalla mia, qualcuna spaventosamente simile alla mia, e li elenco qui di seguito: Michele Casiraghi, Claudio Jaccarino, Federica Morandi, Carlo Malandra, Grace Zanotto, Sara Liuzzi, Simona Raspatelli, Francesco Sala, Giacomo Nicolella Maschietti, Beppe Treccia, Arianna Zanchetta, Andrea Testaverde.
E naturalmente non penso che sia finita qui, soprattutto adesso che la sede della Specie di Spazio chiude e bisogna cercare nuovi luoghi, nuovi spazi, dove possano attecchire le idee, dove possa consolidarsi il sentimento. Non finisce la voglia di collaborare con i ragazzi di NOlab, capaci di mettere insieme una sessantina di personalità dell’arte e della creatività dentro uno spazio nei circa sessanta metri quadri di Spazio Concept (ok, sto esagerando nel ridurre le misure, ma conceptualmente siamo lì); non finisce con gli artisti conosciuti, cui bisogna ricordare che in ballo non c’è il prestigio, la vittoria su nessuno, ma la salvezza della propria anima bella.
Qui di seguito un po’ di foto a random, quelle che sono riuscito a scattare mentre giravo il video, cercavo di impormi nel dare una mano (sempre rifiutata cortesemente), eseguivo la Cura e gironzolavo qua e là con gli amici di sempre, Renato e Simona Florindi, vestiti in guisa di mostri metropolitani, e Anna Cigoli, che ha indossato il blu caratteristico di questa edizione di “che artista sei”. Grazie anche all’amico Devis Bergantin, che sono felice di avere nuovamente incontrato dopo la sua “materia personale” nella Specie di Spazio, qui come finalista dell’evento milanese.
Vorrei dire molto di più, forse lo dirò quando sarà pronto il video estemporaneo che ho girato durante la serata del 24 maggio, ma mi limito a esternare i miei complimenti a tutti quelli che mi hanno raccontato qualcosa e a quelli che avranno modo di raccontarlo ancora e meglio, cioè the winners of WHO ART YOU?2: Eva Mendes, Andrea Silva, Raimondo Castronuovo, Oriana Vertucci.
Pursue the dream.



David Chance Fragale

Adonai Sebhatu

sulla destra: Alessandro Trabucchi

Silvana D'Ecclesiis

Io nei panni del Doctor Who Art You?

Raimondo Castronuovo

Elena Boccoli



Simona Florindi

Mauro Mazzara

Matteo Ferrero

Il "bombolone" Carlsberg di Mauro Mazzara

Niccolò Albani

Il mitico trio: Simona, Anna e Skeletro379



Devis Bergantin



Michela Gioachin

Etienne Fiori; sulla destra: Eva Mendes

Arianna Zanchetta e Grace Zanotto

Andrea Silva

Flavia Ciorba

Federica Di Carlo

Antonella Zito

Elisabetta Magnani

Alessandro Vinci

Elisa Braconi

Sara Pelle

Silvana D'Ecclesiis

 E qui di seguito, alcune foto dei "curati" nel bianco alla sera di WHO ART YOU? 2:

Devis Bergantin

Francesco Sala

Andrea Silva

Flavia Ciorba
 
Arianna Zanchetta
  


lunedì 18 giugno 2012

WHO ART YOU?


Già, che arte sono io? O chi mi rende arte? Posso dire i miei amici, quelli più stretti, quelli più strani, che nel tempo si assottigliano, ma in cui non si può non credere, perchè credere in un esercito compatto, cameratesco, affettuoso e feroce, è meglio che non credere in niente. Potrei dire che sono io stesso, che mi rendo arte, che porto me stesso senza pretese laddove sembra che qualcuno mi voglia, con una Cura del Bianco o una favola, con una lacrima e un sorriso. O forse l'arte non alberga in me, con me proprio non ci azzecca, ma sono io che albergo in lei, e mi ostino a cercare chi fra noi vuole mettere su una bella comune di muppets impazziti, "troppo strani per vivere e troppo rari per morire", allons-y Alonso!
Mi sono preso un po' di tempo prima di scrivere questo post, che comunque non vuole essere lungo, ma che devo a me stesso e a chi mi ha invitato a questo evento milanese, in una via Savona mai bazzicata più di tanto, ma che in bicicletta e sudando come uno stilita assediato dai demoni mi ha rivelato scorci interessanti e cose belle. Eravamo alla Design Library, una cinquantina di artisti (desiderosi e forti di essere tali); poi c'erano quelli di WHO ART YOU?, ovvero i ragazzi dell'associazione NOLAB, il cui slogan è accattivante quanto, nel mio caso, bizzarramente divertente. "Pensare è dire NO", dicono citando Emile-Auguste Chartier (che di cose belle ne ha dette e scritte, e dopo lo riciterò). Eppure io, che dopo tanto tempo non mettevo un soldo in una collettiva d'arte, che di soldi ne ho pochi e perchè poi della mia immagine mi frega come a gesù del legno di cui era fatta la croce, ho detto sì, ho detto sì sperando di restare coinvolto, di non entrare in un'atmosfera radical chic (ce ne sono troppi, troppi), di trovare almeno uno con cui litigare degnamente, e riuscire a scattare almeno una dico una foto per la collezione della Cura. E invece...
Guarda un po', dopo un inizio imbarazzato, fra strascichi di chiacchiere su Macao e incerti tentativi di abbordare il vino, tra un inglese arrugginito ma sempre più sicuro di sé, mi sono alla fine proprio divertito. E di fotografie ne ho fatte più d'una. Ma poi no, è tutto andato bene fin dal giorno prima, in cui ho conosciuto le dolci stagiste che hanno ricevuto la mia foto montata artigianalmente su un pezzo di polistirolo grovierato, e che non mi hanno permesso di aiutarle nell'allestimento (ho la scimmia dell'allestimento...); in cui una ragazza di nome Monique mi ha fatto un complimento e regalato una banconota da cinque euro; quando ho incontrato Daniela Ficetola, che mi ha introdotto a questa serata, e che mi dispiace di non aver potuto conoscere meglio; e poi Żaneta Estera Drzymała, Eric Johnson, Giuseppe Gottardi e Laura Larmo, Arianna ed Elisa, Alessandro ed Emanuele, e tutti quelli che ho dimenticato al ventesimo calice di vino/birra/montenegro. Grazie ovviamente ad Anna Cigoli e Renato Skeletro379 Florindi, e a Riccardo Pirovano, che mi hanno supportato come sempre...
Ancora Emile-Auguste Chartier (l'avevo promesso): "È certamente vero che noi dobbiamo pensare alla felicità degli altri; ma non si dice mai abbastanza che il meglio che possiamo fare per quelli che amiamo è ancora l'essere felici." 
Prima della lunga serie di foto di WHO ART YOU? risponderò alla domanda forse più ovvia, ma che per me sta giusto in coda, dove deve stare - ripeto, almeno per me: no, non ho venduto nulla, e quasi tutte le foto della Cura che mi erano rimaste dalla serata nella Specie di Spazio sono state regalate, permutate, andate nel mondo, portandosi dietro la faccia sgretolata degli amici ed ex-amici che ritraggono.
DCF

Daniela Ficetola
Il sottoscritto, tal DCF (devo trovare chi mi ha fatto questa foto...)
Francesca Crotti
Petra Shara Stoor

Alcuni "scorci" della sera, ma il mio consiglio è di andarvi a vedere le altre foto a questo link di facebook, oppure non vi resta che farvi amici sul social network sia Daniela Ficetola che Alessandro Trabucchi, che sono quelli di NOLAB. E ora passo ad alcune foto mie e poi mi dileguo nelle ombre:  
Ilaria e Luca (i mostruosi piccini della foto a sinistra) sbirciano dal mio angolino nella Design Library...

Eric Johnson

Netka "Jeanette" Drzymała
Anna
Anna e Netka
Laura Larmo