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martedì 3 marzo 2015

AVANGUARDIA FEAT. THE BLACK WHATEVERARE


I Black Whateverare sono una razza ancora sconosciuta al mondo degli esseri umani. Non si sa da dove vengano, se dal profondo spazio o dalle remote profondità della terra. La cosa certa è che il loro scopo è quello di portare un po' di sano caos nel nostro mondo che a detta loro è estremamente noioso. I Black Whateverare amano prendere le cose così come capitano e fare divertire attraverso piccoli e semplici disastri.
Accompagnati da David e Sonia, questo buffo gruppo di esseri pelosi ha cominciato a farsi sentire facendo ridere grandi e bambini con una serie di spettacoli estemporanei in strada, piccoli video autoprodotti e materiale grafico fino alla collaborazione con la band Avanguardia che vede i Black Whateverare protagonisti del videoclip "Siamo ancora qui" realizzato da WARINHARI/DCF.


Avanguardia: basso Gio, batteria Gian, chitarra Dado, voce Bruso.
Sul finire degli anni Ottanta a Cremona c'erano gruppi blues, metal e di rock italiano. Gli Avanguardia nascono nel 1989 con l'intento di fare una musica diversa, che fosse di rottura rispetto alla scena cittadina. Canzoni brevi, fatte di pochi accordi e con testi ironici rigorosamente in italiano. Basso, batteria, chitarra e voce: la cosa più semplice del mondo...
Credits video: 
Soggetto: David Chance Fragale
Regia: Emiliano Guarneri
Animazione THE BLACKWHATEVERARE: Sonia Secchi - DCF

http://theblackwhateverare.tumblr.com/
https://www.facebook.com/theblackwhateverare?fref=ts
https://www.facebook.com/pages/Avanguardia/738893612787547?fref=ts

sabato 12 aprile 2014

CHIUDO GLI OCCHI E NON PENSO A TE



Scrissi “Chiudo gli occhi e non penso a te” nel 2009, forse, non ricordo con precisione, ma ricordo di averla scritta. La suonavo ai concerti e tutti dicevano “bella l’armonica” e io rispondevo “sì ma la canzone? Ti piace anche la canzone o solo l’armonica?”. Poi nel 2012 la registrai nello studio del mio amico Flex e alla fine del 2013 trovai la Sinusite Records che ben pensò di pubblicare e distribuire il mio disco con all’interno questa canzonetta.  L’uscita era prevista per il 2014, il 10 aprile per la precisione, e serviva un video lancio del cosiddetto singolo. Scegliemmo questa canzone, penso per la sua orecchiabilità. O forse è solo per l’armonica? Guardate che non è difficile suonare l’armonica, ve lo assicuro! Un giorno Federico mi chiamò entusiasta e mi disse: “Ste ho un’idea! Facciamo un video in macchina, viene figo!”, e io: “Sì ok ma io non devo guidare, vero?”, e lui “Ma no, rimaniamo in garage”, e io: “Perfetto, giriamo”. E così, un giorno di febbraio io Federico e David ci trovammo per andare in giro tra le campagne della pianura padana. Dovevamo girare la scena in cui io scavo una buca, indemoniato, per seppellire i ricordi di un amore perduto.  Ci fermammo nei pressi di un cimitero e iniziai a rovinare il raccolto a colpi di vanga (l’arte è distruzione) mentre Federico e David mi riprendevano. Dovevamo fare più scene in più luoghi per poi montarle ed avere così tanti sfondi diversi con io che continuo, forsennato, a scavare maldestramente. Tornammo alla macchina per trovare altri luoghi tristi, cosa assai facile dalle nostre parti, ma la macchina non ripartiva. Provammo a spingerla ma niente. Eravamo soli, in mezzo alla campagna, davanti a un cimitero, senza macchina. Fortuna che di lì a poco arrivò un ometto al quale chiedemmo la cortesia di trasmetterci un po’ della sua batteria. Bestemmiando, lo fece. Tornammo verso casa, scoraggiati. Ma decidemmo di continuare comunque il video. Federico portò la macchina non so dove, forse da un esorcista, mentre io e David andammo dalle parti del Po per continuare le riprese. Tra alberi mutanti e fango portammo a termine l’impresa. Io mi procurai una considerevole tendinite al braccio destro che, fremente ancora dopo due settimane, pensavo mi avrebbe compromesso la funzionalità del braccio per sempre. Non fu così. Ah, mi sono dimenticato che prima di questa scena clamorosa girammo le scene in macchina nel garage di Chiara, che nel video fa anche d’attrice. Dunque bisogna ringraziarla per un sacco di cose. No, non ricordo se abbiamo girato prima queste scene o le altre, non ricordo ma le abbiamo girate tutte. Federico e David poi iniziarono le grandi manovre della postproduzione, una cosa da geni, che io ho visto solo alla fine. Be’ il risultato è questo, ed è bellissimo.  

Stefano Scrima