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mercoledì 29 maggio 2013

CIASCUNO HA LA PROPRIA SCRITTURA: WHO ART YOU?




La pittura mi suggerisce novelle, romanzi, favole, drammi. C’è chi di un quadro sentenzia: biaccoso, bituminoso, stonato, ed ancora parla di divisionismo, di impressionismo, di puntinismo, di futurismo, di cubismo. Mi fa l’effetto di alcuno che parlando di un pranzo a cui ha assistito, invece di indicare semplicemente: mi hanno servito pesce, uova, braciole, patate, piselli, dottamente soffiasse: azotati, fosfati, grassi, farinacei, leguminose. Ma a me non importa una maniera di pennellata piuttosto che un’altra, questo piuttosto quel modo di periodare a colori, - ciascuno ha la propria scrittura – mi importa quel tanto di mio che l’artista ha saputo strappare da me per compiere la sua opera.



Ernesto Ragazzoni


Aprire citando Ragazzoni, giornalista dei primi del novecento (grazie Sonia, per avermi prestato le sue Invisibilissime pagine), mi serve per chiarire subito che, quando i ragazzi di NOlab mi hanno offerto di far parte della giuria scientifica di WHO ART YOU? Seconda Edizione, avrei lasciato che le opere mi raccontassero qualcosa, che iniziassero con chi le aveva mandate, con chi le aveva installate, e che poi la fantasia avrebbe fatto il resto. E’ stato strano per me partecipare a questo evento, è stato strano dover “scegliere” fra questo e quel dipinto, questa o quella foto, la sculturina nell’angolo, il mostro protervo, l’afflato migliore – no, ho lasciato che l’immaginazione dicesse quale di questi lavori, quale di questi tanti lavori avrei voluto conoscere meglio. Non è questione di bravura, di talento, di spirito, di sensibilità, è questione di momento, non vince il migliore, alle volte può vincere anche il peggiore. Solo per vedere se si aveva ragione oppure torto, a volte.
Mi preme di più dire di WHO ART YOU?, e dei ragazzi di NOlab, il cui motto “è dire NO”. A me invece sembra che essi dicano più che altro di sì, di sì alla voglia di fare, di conoscere, di dire la loro in una Milano che comincia a dire no (eccolo il no) all’accademismo, al sistema galleristico, per farsi idea polifunzionale, lontana dagli elitarismi che ormai abbondano un po’ ovunque nel bel paese e francamente fanno l’odore della cassa da viaggio di nosferatu. Desirè Giordano, Elisa Dell'Erba, Lorenza Fattor, Tommaso Vecchio, Massimiliano Saluzzi, Andrea Corsi e gli inossidabili Alessandro Trabucchi e Daniela Ficetola non sono distanti da quello che ho sempre desiderato ottenere con la Specie di Spazio, un gruppo affiatato, mosso da intenti genuini quali lo studio dell’arte e il suo muoversi nel presente (nel futuro), il desiderio di mettersi dietro le quinte per portare sul palcoscenico chi ancora sente il bisogno di mettersi in mostra. Per questo, dopo aver portato la Cura l’anno scorso alla prima edizione di WHO ART YOU?, sono rimasto colpito, e poi sono stato felice, di essere stato chiamato a comporre la giuria per questa nuova occasione di incontro e di scambio. Assieme a me tanti personaggi simpatici e competenti, con teste diverse dalla mia, qualcuna spaventosamente simile alla mia, e li elenco qui di seguito: Michele Casiraghi, Claudio Jaccarino, Federica Morandi, Carlo Malandra, Grace Zanotto, Sara Liuzzi, Simona Raspatelli, Francesco Sala, Giacomo Nicolella Maschietti, Beppe Treccia, Arianna Zanchetta, Andrea Testaverde.
E naturalmente non penso che sia finita qui, soprattutto adesso che la sede della Specie di Spazio chiude e bisogna cercare nuovi luoghi, nuovi spazi, dove possano attecchire le idee, dove possa consolidarsi il sentimento. Non finisce la voglia di collaborare con i ragazzi di NOlab, capaci di mettere insieme una sessantina di personalità dell’arte e della creatività dentro uno spazio nei circa sessanta metri quadri di Spazio Concept (ok, sto esagerando nel ridurre le misure, ma conceptualmente siamo lì); non finisce con gli artisti conosciuti, cui bisogna ricordare che in ballo non c’è il prestigio, la vittoria su nessuno, ma la salvezza della propria anima bella.
Qui di seguito un po’ di foto a random, quelle che sono riuscito a scattare mentre giravo il video, cercavo di impormi nel dare una mano (sempre rifiutata cortesemente), eseguivo la Cura e gironzolavo qua e là con gli amici di sempre, Renato e Simona Florindi, vestiti in guisa di mostri metropolitani, e Anna Cigoli, che ha indossato il blu caratteristico di questa edizione di “che artista sei”. Grazie anche all’amico Devis Bergantin, che sono felice di avere nuovamente incontrato dopo la sua “materia personale” nella Specie di Spazio, qui come finalista dell’evento milanese.
Vorrei dire molto di più, forse lo dirò quando sarà pronto il video estemporaneo che ho girato durante la serata del 24 maggio, ma mi limito a esternare i miei complimenti a tutti quelli che mi hanno raccontato qualcosa e a quelli che avranno modo di raccontarlo ancora e meglio, cioè the winners of WHO ART YOU?2: Eva Mendes, Andrea Silva, Raimondo Castronuovo, Oriana Vertucci.
Pursue the dream.



David Chance Fragale

Adonai Sebhatu

sulla destra: Alessandro Trabucchi

Silvana D'Ecclesiis

Io nei panni del Doctor Who Art You?

Raimondo Castronuovo

Elena Boccoli



Simona Florindi

Mauro Mazzara

Matteo Ferrero

Il "bombolone" Carlsberg di Mauro Mazzara

Niccolò Albani

Il mitico trio: Simona, Anna e Skeletro379



Devis Bergantin



Michela Gioachin

Etienne Fiori; sulla destra: Eva Mendes

Arianna Zanchetta e Grace Zanotto

Andrea Silva

Flavia Ciorba

Federica Di Carlo

Antonella Zito

Elisabetta Magnani

Alessandro Vinci

Elisa Braconi

Sara Pelle

Silvana D'Ecclesiis

 E qui di seguito, alcune foto dei "curati" nel bianco alla sera di WHO ART YOU? 2:

Devis Bergantin

Francesco Sala

Andrea Silva

Flavia Ciorba
 
Arianna Zanchetta
  


giovedì 1 novembre 2012

EXU


C'è sempre poco tempo per aggiornare il blog, talvolta non si riesce a promuovere degnamente gli eventi in cui si è profuso uno sforzo notevole, ma non è il caso di EXU, curato da Gabriele Bassini e da noi di UNA SPECIE DI SPAZIO, perchè semplicemente sono stati scelti altri canali, anche più efficaci (ne parleremo un domani). Lascio, al solito, che questo diario parli per immagini, video, che ognuno possa catturare il suo momento preferito, vissuto o meno nei tre giorni a Villa Stanga, graziati dalla pioggia, stanchi, talvolta coi pensieri da un'altra parte, ognuno alla ricerca del suo Exu, del suo orisha, che come si dice, ti attende sempre ai crocevia. Forse che ci siamo già arrivati?

DCF



LE FARFALLE ETERNE, sopra, e L'ICONA DELLO SPETTACOLO (che campeggia nella locandina dell'evento), di Gabriele Bassini


UNTITLED di Gabriele Bassini

Una bella veduta di Villa Stanga, a Crotta D'Adda; davanti, LE FARFALLE ETERNE di Bassini
Un'altra opera senza titolo di Bassini


 

SHOES di Riccardo Bonfadini

Due versioni del CUORE di Chiara Brambati


Le MELUSINE di Anna Cigoli

L'albero delle SMORFIE di Michela Vicini
IN SILENZIO, installazione di Isidoro Gandaglia

I sigilli di David Chance Fragale, mutuati dal lavoro di Austin Osman Spare
SENZA TITOLO di Riccardo Pirovano
SENZA TITOLO di Renato Skeletro379 Florindi

Stonewood Talk, di Andrea Parisi, installazione musicale (i brani del video più in basso sono sempre del Parisi)
Isidoro Gandaglia e Gabriele Bassini
Da sinistra, Anna Cigoli, Susanna Fiorentini, DCF, Flavio Aster Bissolati e Federico Fronterrè